GUARDIE MEDICHE: BORGA, NON SAREBBE OPPORTUNO POTENZIARNE LA PRESENZA?

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Rodolfo Borga – Claudio Civettini) – Oggi la stampa locale ha ripreso al notizia della morte di un’anziana signora di Pinè risalente al 7 gennaio scorso. Secondo quanto riportato, la signora novantaquattrenne si è sentita poco bene verso le ore 13,00.

La figlia avrebbe quindi cercato di attivare l’intera rete sanitaria. Dapprima il medico di base, che però il sabato non è in servizio. Quindi il 118, che ha invitato al donna rivolgersi alla guardia medica. Infine, la guardia medica.

Il medico presente rispondeva di non poter intervenire in quanto impegnata in una visita, con una ventina di pazienti in attesa presso l’ambulatorio, aggiungendo di dover far fronte con un collega ad un ambito territoriale assai vasto per un turno di 48 ore.

Il medico richiamava dopo un paio d’ore per sincerarsi delle condizioni della signora e la figlia ribadiva che la madre non si sentiva bene, senza poter ovviamente riferire nulla di più. Poco prima delle 24,00 l’anziana signora moriva, senza che un medico l’avesse visitata.

In questa vicenda ciò che emerge in primo luogo è l’ammirevole dignità con cui la figlia ha riferito alla stampa quanto accaduto. Non pochi, crediamo, avrebbero resistito alla tentazione di scagliarsi contro il sistema sanitario, che non ha trovato il tempo in 12 ore di visitare un’anziana ammalata. La signora, invece, nel prendere atto con amarezza di quanto accaduto, si è limitata a rilevare come le risorse predisposte dall’Azienda sanitaria non siano state sufficienti.

Ciò considerato, rispettando il dolore della famiglia e senza voler accusare nessuno per quanto accaduto, rileviamo come fatti come questo dovrebbero forse indurre la Giunta a valutazioni diverse da quelle, meramente ragionieristiche, che sono state alla base dei tagli recentemente operati, cui è stato more solito dato il nome di razionalizzazione.

Ciò che pare emergere, infatti, è più che una responsabilità individuale, una carenza organizzativa, su cui ci pare doveroso riflettere. In occasione della discussione della mozione, poi bocciata, con cui le minoranze avevano richiesto di non procedere ai tagli decisi dalla Giunta, la maggioranza aveva assicurato che non vi sarebbero stati problemi di sorta, enfatizzando la differenza tra guardie mediche e servizio d’emergenza, chiamato a far fronte ai casi più complicati.

La Giunta aveva in particolare affermato che nessuno avrebbe mai chiamato la guardia medica per casi gravi e che pertanto in ipotesi di situazioni di qualche rilievo sarebbe intervenuto il 118. Ed a nulla era valsa l’obiezione che la gente comune non è in grado di valutare la gravità di una situazione di malessere di una persona, che soltanto un medico ha le competenze per accertare.

Quanto accaduto nella fattispecie in esame sembra però purtroppo smentire le sicurezze della Giunta. La figlia ha attivato l’intera rete sanitaria. Compreso il 118, che ha dirottato la richiesta d’intervento proprio a quel servizio di guardia medica che la Giunta provinciale ha recentemente depotenziato.

Quanto sopra premesso, dando per scontato che Giunta provinciale e Azienda sanitaria sono già da tempo a conoscenza di quanto accaduto, i sottoscritti consiglieri

 

interrogano il Presidente della Provincia al fine di conoscere

 

  1. a) se quanto riportato dalla stampa con riferimento alla fattispecie in oggetto risponda a verità;
  2. b) se l’Azienda sanitaria ha avviato un’indagine interna al fine di accertare eventuali carenze organizzative;
  3. c) in ipotesi di risposta positiva, quali siano stati gli esiti di tale indagine;
  4. d) in ipotesi di risposta negativa, se non si ritiene opportuno avviare tale indagine;
  5. e) in ogni caso, se alla luce di quanto accaduto, non si ritenga opportuno rivedere, magari anche soltanto parzialmente, i tagli operati sul territorio alle guardie mediche.

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

cons. Rodolfo Borga

 

cons. Claudio Civettini

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

guardie mediche tagli

 

 

 

Foto: archivio Consiglio provinciale Pat