UIL trentino – alotti * sanità: ” a quando una Camera Iperbarica in Trentino? lo chiediamo al nuovo Assessore alla Salute ed alle Politiche sociali Segnana “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

L’utilizzo, per l’ennesima volta, della camera iperbarica di Bolzano per gli intossicati da ossido di carbonio degli incidenti domestici di Terragnolo, Calliano e Ala – otto persone in poco meno di un mese –  ripropone l’esigenza posta da tempo dalla Uil e da altre associazioni trentine, senza positiva soluzione, ai diversi Assessori alla Sanità trentini, di dotare anche la nostra Azienda Sanitaria di questa determinante struttura.

Oggi lo chiediamo al nuovo Assessore alla Salute ed alle Politiche sociali Stefania Segnana.

Questa tecnologia, dal costo (c.a.1.500.000€) non così rilevante in relazione all’enorme bilancio della nostra sanità, sarebbe molto utile non solo per i casi di emergenza o legati agli incidenti dei praticanti sportivi dell’alpinismo e dell’attività subacquea, ma soprattutto di gran sollievo per le centinaia di malati di penose  malattie croniche (diabete, vascopatie, ustioni…) che oggi sono costretti a spostarsi o a Bolzano o in Veneto per poter seguire i cicli delle prestazioni di ossigenoterapia previsti appunto dalle specifiche terapie mediche.

Analogo ragionamento vale per la litotrissia extracorporale Eswl, tecnica che consente la frantumazione dei calcoli mediante onde d’urto e che riduce notevolmente il ricorso alla chirurgia.

Fra l’altro l’utilizzo  della camera iperbarica comporta trasferimenti anche di centinaia di chilometri in autoambulanza, assai faticosi per questi malati, ad un costo per la Sanità trentina crediamo rilevante.

Come  rilevante, anche nel “Trentino Felix”, è comunque il costo complessivo del cosiddetto “turismo sanitario”: i penosi trasferimenti anche dei malati trentini fuori provincia, spesso proprio per diagnostica o  la cura specialistica con strumentazioni tecniche, anche non d’avanguardia, come quelle menzionate.

Probabilmente il mantenimento extra provinciale di queste tecnologie, e nulla fa pensare che nemmeno il futuro Nuovo Ospedale di Trento la preveda, è legato ad equilibri finanziari fra le Aziende Sanitarie confinanti, o alla necessità di mantenere in piedi finanziamenti alle peraltro benemerite associazioni volontarie del mondo sanitario, purtroppo a spese, oltre che delle nostre tasche, anche della già di per sé scadente qualità della vita di tanti malati, spesso cronici.

Ci auguriamo  quindi che accanto alla struttura per la “protonterapia” ed all’infinito continuo finanziamento dell’espansione e manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura del Vecchio Ospedale S.Chiara, destinato a non si sa bene ancora quali future diverse funzioni, si proceda anche alla realizzazione ed all’attivazione  almeno di una semplice, ma crediamo indispensabile, camera iperbarica trentina.

 

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Walter Alotti

Segretario confederale Uil del Trentino