MARINO SIMONI * VALLE DEL PRIMIERO: ” UNA DELLE MAGGIORI CRITICITÀ CHE QUESTA ZONA PERIFERICA SCONTA È IL GRANDE DISAGIO DI UNA VIABILITÀ NON CONSONA “

Primiero, valle dimenticata? È la domanda che molti a Primiero si pongono. Una delle maggiori criticità che questa zona periferica sconta, è il grande disagio di una viabilità ancora troppo disagiata e non consona per una zona ad alta vocazione turistica. Questo sia per i collegamenti a sud verso il Veneto ed il Trentino, ed a nord verso la Val di Fiemme e Fassa.

Un partito come il nostro, che si propone di governare il Trentino, che si presenta con un progetto credibile e fattibile, congiuntamente alle altre forze della Coalizione popolare ed autonomista per il cambiamento, con grande senso di responsabilità, non può non farsi carico di un simile problema, congiuntamente alle altre criticità che la Valle di Primiero e del Vanoi stanno oggi vivendo.

Le soluzioni per risolvere i collegamenti del Primiero con il Trentino, ci sono e sono state approfondite e studiate: ma gli studi e le proposte sono rimasti nel cassetto.
Primiero è sempre stato primo protagonista nella storia dell’Autonomia trentina e della sua evoluzione, primo protagonista nella pianificazione, nella sperimentazione di soluzioni innovative, nella condivisione di scelte importanti nella gestione del territorio che l’hanno portato ad essere riferimento per molte altre scelte sia in campo provinciale che nazionale.

La pianificazione urbanistica, la pianificazione dei centri storici, la pianificazione del parco, la progettazione dei piani generali di zona, associate alla programmazione socio economica, avevano posto le basi, dopo ampia e democratica discussione, alla soluzione di collegamenti più credibili e sicuri per questa splendida Valle dolomitica del Trentino.
Gli anni ’80 e ’90 sono stati gli anni delle grandi progettazioni che conseguenti all’euforia pianificatoria, sembravano aver messo le premesse per un effettivo momento di grande sviluppo.

Si studiarono le varie ipotesi di collegamento con la Valsugana, si discusse il si o no al collegamento con Fiemme via Sadole, si studiò il superamento del Passo Rolle (permettetemi di sottolineare, con una soluzione sicuramente più interessante e meno impattante che l’ipotesi Busa Bella oggi per la maggiore).

In attesa dei finanziamenti e dei progetti esecutivi per queste grandi opere si studiò e si stese un accordo tra la Provincia Autonoma di Trento e la Regione Veneto per garantire tutti gli interventi necessari sulla statale 50 nello Schener, tutto in territorio veneto, per garantirne la transitabilità in comodità e sicurezza.

In pompa magna i due Presidenti della Provincia Autonoma di Trento e della Regione Veneto, assieme a tutti i Sindaci di Primiero a quelli di Lamon e Sovramonte, hanno sottoscritto la Convenzione, che garantiva lavori e risorse su quest’unica strada che rende collegabile Primiero con Trento (tralasciando il passo Broccon strada per lo più a scopo turistico) e con il Feltrino dove ha sede l’ospedale di riferimento dei primierotti e dove molti nostri ragazzi si recano per studiare.

La Convenzione ha funzionato per un po’. Sono stati realizzati importanti interventi che hanno notevolmente migliorato la precedente situazione. Poi incurante della Convenzione sottoscritta la Regione Veneto ha tolto le risorse che erano state impegnate per completare i lavori sull’ultimo tratto che deve essere ancora completato. Analoga decisione ha assunto anche la nostra Provincia, con giustificazioni del tutto discutibili.

Oggi, in attesa di veder iniziare auspicate soluzioni più radicali, come quelle elaborate, studiate ed addirittura progettate per collegamenti più celeri e sicuri con il Trentino, che richiederebbero tempi tali da far morire nel frattempo Primiero, credo non sia più tollerabile ed accettabile che non venga completato il tratto tra Ponte Oltra e le Cave Pasa.

Analoga soluzione deve rapidamente essere adottata per bypassare il capoluogo Fiera di Primiero, congiuntamente a tutte le altre azioni necessarie ed opportune per rilanciare la Valle di Primiero e del Vanoi, che oggi soffrono di più delle altre valli trentine.

Su questo si alza il richiamo di Progetto Trentino, la sua azione ed i suoi programmi per la prossima legislatura, ma anche l’auspico alla solidarietà ed al sostegno di tutti quelli che vogliono bene a Primiero ad iniziare dal suo popolo e poi dai candidati, che il Partito di Progetto trentino saprà mettere a servizio anche di questa causa.

 

*

Marino Simoni

Consigliere provinciale e presidente di “Progetto Trentino