COLDIRETTI * INCURSIONI ORSI IN TRENTINO : « LA SITUAZIONE È DIVENTATA INSOSTENIBILE CON CASI DI DOCUMENTATA AGGRESSIVITÀ CHE METTONO IN PERICOLO LA TRADIZIONALE ATTIVITÀ DI ALPEGGIO »

Lo scorso anno in Trentino ci sono stati 157 incursioni di orsi con danni a strutture e mandrie e nel 2019 si sono moltiplicati gli assalti contro pecore, vitelli, mucche, asini, anche all’interno delle aziende agricole vicino agli alloggi degli agricoltori o nei pressi dei centri abitati. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sui gravi danni causati dai grandi plantigradi alle attività di montagna con rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone che presidiano le montagne. La situazione – sottolinea la Coldiretti – è diventata insostenibile con casi di documentata aggressività che mettono in pericolo la tradizionale attività di alpeggio delle numerose malghe con danni economici ed ambientali incalcolabili.

E’ necessario creare condizioni effettive di sicurezza nello svolgimento del proprio lavoro agli allevatori che svolgono un ruolo essenziale di tutela paesaggistica e di presidio del territorio ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere che il problema sia affrontato ai massimi livelli in un vertice con il Ministero dell’Ambiente per stabilire le misure da adottare a tutela delle comunità montane. Del resto, questa situazione si somma ad una serie di problemi di sovrappopolamento di numerose altre specie, dai cinghiali ai caprioli, dai corvidi alle nutrie, per arrivare ai cormorani negli stagni nelle lagune, che moltiplicano in una situazione di assoluta mancanza di adeguate misure di programmazione un’insostenibile presenza ormai conflittuale con il lavoro agricolo. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato nei campi in quasi 100 milioni di euro all’anno dalla Coldiretti, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime