CIVETTINI * VACCINI E DISOBBEDIENZA A LEGGE NAZIONALE: 1.600 FAMIGLIE TRENTINE ALL’ULTIMA CHIAMATA, COSA INTENDE FARE LA PROVINCIA?

Vaccini e disobbedienza a Legge nazionale: 1.600 famiglie trentine all’ultima chiamata cosa intende fare la Provincia? Si militarizzano nidi e scuole materne per la “cacciata” o si intende ragionare con equilibrio?

Scattano in questi giorni le chiamate dei genitori dei bambini dai 0 ai 6 anni per trovare la via e l’obbligo alle vaccinazioni. Per chi, a ragion veduta, rifiuta questo percorso, scatteranno le sanzioni e poi le espulsioni dagli asili nido e dalle scuole materne.

Un passaggio a fronte del quale, come Civica Trentina, crediamo che questa via, sia l’ennesima tragicomica di una situazione che vede l’obbligatorietà dei vaccini che porta ad una reazione che nei fatti diviene un problema sociale. Forse si banalizzano ma sono infatti quasi 2.000 le famiglie in questa situazione, il che vuol dire 2.000 bambini bollati come “non conformi”, con espressione assolutamente inaccettabile, con evidente ricaduta sociale della questione.

Questo perché se 1.600 bambini dovessero esse espulsi dal sistema della prima infanzia, probabilmente vi sarebbero 1.600 famiglie in piena crisi con madri e padri costretti e licenziarsi dal loro posto di lavoro, con tutto quello che ne consegue; ma anche un problema strutturale degli asili e delle scuole materne, costretti – in breve – a rinunciare ad una gran quota di personale, con ulteriori ricadute nella disoccupazione locale.

Fa peraltro specie invece sapere come, dopo i 6 anni di età, all’insegna della comunicazione più oscura e delle normative meno eque, basti la corresponsione di una multa che può essere dai 100 ai 500 euro per sanare la propria situazione senza l’obbligo di vaccinare i propri figli.

Al che delle due l’una: se quella della copertura vaccinale è un problema sanitario, non vi sono cifre alternative che possano risultare sufficienti, mentre se non è un problema sanitario non si capisce come mai il pugno di ferro venga utilizzato solamente per gli asili nido e le scuole materne.

A fronte di ciò, mentre abbiamo visto che in quasi tutte le Regioni e Province d’Italia si è scelta una via morbida e senz’altro più ragionevole, ecco in Trentino, in piena campagna elettorale, si vogliono mostrare i muscoli a queste famiglie le quali hanno pieno diritto di esercitare la patria potestà, tenendo presente che l’obbligatorietà di ben 10 vaccini è in atto in pochissimi Paesi al mondo.

Nella sola vicina Austria, per esempio, l’obbligatorietà scende a soli 4 vaccini. Allora, a fronte di questo riteniamo opportuno alzare la voce nei confronti di scelte che sembrerebbero legate ad argomentazioni discutibili, se è vero com’è vero, lo si ripete, che nella fascia 6-16 anni scatta una sanzione dai 100 ai 500 euro e si sanano le situazioni.

Atteggiamenti, che in ogni modo, dovrebbero indurre alla ragionevolezza e alla gestione del fenomeno che diversamente – lo si ripete – sarà un problema sociale scatenato contro un gruppo di popolazione assolutamente sana.

 

 

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Cons. Claudio Civettini

Civica trentina