AVV VALCANOVER * CON BOTTAMEDI E BARATTER VISITA ISPETTIVA ALLA CASA CIRCONDARIALE DI TRENTO: ” ALLA SEZIONE FEMMINILE SI RIPRESENTA IL PROBLEMA DELLA CARENZA DI PERSONALE “

Oggetto: Visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Trento – 02.07.2018 – Cons. Prov. Manuela Bottamedi, Cons. Prov. Lorenzo Baratter, Avv. Fabio Valcanover.

Questa mattina abbiamo visitato la Casa Circondariale di Trento. Ci accomuna il fatto che ciascuno, nel proprio ruolo e con il proprio personale contributo, è stato parte attiva dell’organizzazione politica, della stesura del testo, della votazione dell’iniziativa inerente il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol per i Carceri di Trento e di Bolzano e per l’accelerazione dei tempi di introduzione del Garante per i detenuti (per la Provincia di Trento).

Ricordo che il trasferimento del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria è iniziativa politica di cui si è fatto carico il Consiglio Regionale con voto trasversale, quasi all’unanimità, parallela all’approvazione della Legge sul Garante per i detenuti in Provincia e alla discussione che si è registrata in Consiglio Regionale.

Con occhi diversi, ma con comune sensibilità, abbiamo visitato tutta la sezione femminile.

Dopo un breve colloquio di carattere generale con gli addetti alla sezione abbiamo potuto constatare quanto segue.

– Si ripresenta il problema della carenza di personale, non risolto dall’aggiunta di trenta unità lo scorso inverno.

– La carenza di individuazione definitiva della funzione direttiva ha le sue ripercussioni sull’andamento della struttura in punto di continuità e stabilità.

Pare ancora che le funzioni del direttore saranno assunte da un’altra persona entro qualche mese facendo così venir meno il requisito fondamentale di una certa stabilità del personale amministrativo.

– C’è stato fatto notare nuovamente che non si condivide l’aumento della capienza, capienza individuata in maniera ondivaga dal ministero: all’inizio individuata in 240 unità poi aumentata sino a 418 unità.

– Si è potuto notare che la struttura per quanto eccellente soffra l’assoluta (o quasi) carenza di manutenzione; in particolare, ad esempio, permane la situazione descritta successivamente alla visita ispettiva del 14.07.2017 (compiuta dal senatore Francesco Palermo insieme all’avv. Fabio Valcanover): occorrono manutenzioni degli impianti di riscaldamento ( d’inverno) e ora di manutenzione degli impianti di climatizzazione in alcuni luoghi di lavoro della polizia penitenziaria,…

– Permane il problema della chiusura del II piano (inutilizzato dall’apertura del carcere) con conseguente sovraffollamento della sezione femminile.

– Permangono dubbi quindi sul sovraffollamento della sezione femminile, con dubbi nostri della compatibilità con le metrature conseguenti alla sentenza Torreggiani (al di là dei criteri per calcolare l’area calpestabile: arredi fissi / arredi mobili).

– Rispetto al luglio 2017 è aumentato il costo per lavatrice, costo salito da un euro ad un euro e venti centesimi.

– L’area di passeggio esterno per le donne detenute, per quanto abbia delle dimensioni “decenti”, si caratterizza per essere nel periodo di caldo estivo un irradiatore e moltiplicatore del calore naturale.

– Per quanto concerne il lavoro è totalmente assente, nella sezione femminile, qualsiasi ipotesi che abbia a che fare con cooperative. Sicché rimane di “accontentarsi” di lavori in cucina e di Mof. Nella loro cucina, sono addette con una certa (?) stabilità due persone e una a rotazione.

– La sezione femminile è dotata solo di un’infermiera. Occorrerebbe personale medico stabile anche nella sezione femminile.

– In generale, non sullo specifico femminile (ma ne risente anche la sezione femminile) gli educatori sono ridotti a tre soli, rispetto ai sei previsti.

Emerge costante e immanente, a quanto pare, la manutenzione come prima necessità per evitare che l’importante investimento (sicuramente sproporzionato: vedi garitte, torri di guardia) deperisca a causa del tempo e per omissione di intervento.

C’è da sperare che l’Ente pubblico si faccia carico di conservare l’utilità dell’investimento iniziale.

Seguiranno eventuali osservazioni della Cons. Manuela Bottamedi e del Cons. Lorenzo Baratter che hanno partecipato alla visita.

 

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Fabio Valcanover