ALEX MARINI (M5S) STRUTTURA SANITARIA DI ALA: ” SI DESTINI A FUNZIONI DI RSA E DI LUNGODEGENZA “

Struttura sanitaria di Ala: si destini a funzioni di RSA e di lungodegenza.

Riaprire l’ospedale di Ala, destinando la struttura agli anziani e alla riabilitazione dei lungodegenti. Questa la soluzione proposta dal M5S per dare una nuova speranza di sviluppo al nosocomio alense dopo che tutte le promesse dei politicanti provinciali sono andate puntualmente disattese.

Spesso le idee migliori vengono dal basso e del resto è logico, visto che sono i cittadini comuni, non certo le élites, a doversi confrontare con i problemi del vivere quotidiano.

Per questo se si vuole fare politica civica nel senso autentico del termine dare ascolto alla cittadinanza è fondamentale. Un esempio perfetto di questi meccanismi viene da Ala dove il cittadino Roberto Franchini ha elaborato una soluzione progettuale tanto elementare dal punto di vista della razionalizzazione delle risorse pubbliche quanto innovativa sotto il profilo della soddisfazione dei bisogni sociali.

Un’ idea talmente ben congegnata che il M5S l’ha fatta propria ed inserita nel proprio programma di consiliatura.

In molti ricorderanno come al momento di chiudere l’ospedale di Ala fossero fioccate le solite promesse per anestetizzare il dissenso. All’epoca si disse che sarebbero stati riaperti i reparti di riabilitazione fisiatrica, neurologica, cardiologica e geriatrica.

Come al solito però niente di tutto questo è stato poi fatto. Niente di sorprendente, si dirà. Vero purtroppo, ma bisogna ricordarsi una cosa semplice, che anche il signor Franchini non ha mancato di sottolineare.

Nonostante la numerosa popolazione anziana che vi abita, la Val Lagarina risulta carente in termini di Rsa e di posti letto per lungodegenti, tanto che spesso i cittadini bisognosi di cure o ricovero sono trasferiti in strutture localizzate ai 4 angoli del Trentino.

Di recente è stata ventilata l’ipotesi che la Provincia apra dentro l’ospedale di Ala un reparto di sollievo/residenza assistenziale con circa 20 letti, come dipendenza della casa di soggiorno per anziani di Avio.

Le esigenze del territorio sono però altre. Servono infatti servizi di assistenza territoriale nel campo della lungodegenza e della fornitura di accoglimento, prestazioni sanitarie e di recupero, tutela e trattamenti riabilitativi ad anziani in condizioni di non autosufficienza.

A fronte di tutte queste considerazioni, la soluzione appare semplice. Riaprire l’ospedale di Ala, trasformandolo in Rsa e dotandolo di un reparto di lungodegenza per persone bisognose di riabilitazione su tempi lunghi. Esattamente quello che suggerisce Franchini e che il M5S sostiene senza esitazioni.

Quanto ai costi dell’operazione, Franchini fa notare che pur mantenendo il servizio di riabilitazione ed i poliambulatori esistenti all’interno, con pochi lavori, soprattutto di manutenzione, si potrebbero ricavare più di trenta camere a due letti suddivise fra il primo ed il secondo piano, oltre ai locali di pertinenza e di soggiorno diurno.

Lo spazio si ricaverebbe trasferendo la piccola residenza psichiatrica nella vicina villa “Ardielli”, di proprietà comunale, ora parzialmente occupata da inquilini facilmente trasferibili negli alloggi comunali recentemente ristrutturati a fianco dell’ex collegio “Silvio Pellico” o in altri presenti in zona.

La predisposizione di una sessantina di posti letto raggiungerebbe una dimensione tale che renderebbe economica la gestione sanitaria della struttura da parte di una clinica privata controllata dal pubblico.

In alternativa, sempre secondo Franchini, si potrebbe accettare una soluzione che preveda una convenzione con l’amministrazione provinciale basata su soli 20 posti letto di RSA, riservandosi però la possibilità di proporne una decina ad altre Asl o per altre formule di accoglienza.

Ad essi si potrebbero aggiungere una trentina di posti per la lungodegenza, ospitando persone ora costrette a raggiungere cliniche lontane, ad esempio quella di Arco, con notevole disagio per i familiari.

La struttura di Ala dovrebbe poi garantire la presenza di personale sanitario addetto alla lungodegenza ma che possa seguire anche le necessità della Rsa.

Ciò offrirebbe inoltre l’opportunità di affiancare alla guardia medica notturna un supporto che prosegua lungo la giornata per le emergenze minori. Tanti piccioni con una fava sola insomma!

Il M5S crede che si debba utilizzare lo spazio lasciato vuoto dall’ospedale ottimizzando costi di gestione che oggi gravano sulle casse provinciali con pochi benefici per il territorio, offrendo al contempo servizi e opportunità lavorative alla popolazione locale. I costi potrebbero essere così ridotti attraverso la locazione degli immobili a clinica convenzionata sottoposta a controlli periodici attraverso un’apposita commissione basata sui modelli adottati dai consigli di amministrazioni delle Rsa.

L’ospedale di Ala può nascere a nuova vita e al contempo produrre benefici per il territorio e le persone che lo abitano. Basta usare un po’ di buon senso e non affidarsi come al solito ad una gestione sanitaria miope e lontana dalle reali esigenze dei cittadini.

 

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Alex Marini (M5S)
Candidato alle elezioni della Provincia autonoma di Trento 2018