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RAI STORIA * “ITALIANI” – 09/07(15.10) : «MARIA BELLONCI E IL PREMIO STREGA, IL PREMIO LETTERARIO NATO NEL 1947 / LA SUA VITA TRA STORIA E NARRATIVA» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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08.50 - mercoledì 8 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Due torte, nove tazzine. E una cinquantina di persone in tutto. Sono ancora in pochi, ma presto diventeranno gli “Amici della domenica”. Scrittori, artisti, giornalisti che, mentre l’Italia esce dalla guerra, sognano un progetto tutto nuovo: un premio letterario aperto al voto. Democratico. Nel 1947 nasce il Premio Strega.

Da lì in poi, al centro c’è sempre lei, Maria Bellonci, a cui «Italiani», su Rai Storia, dedica la puntata in onda giovedì 9 luglio alle 15.10, dopo la cerimonia del Premio Strega 2026. Ideatrice, organizzatrice, mediatrice nelle rivalità e nelle crisi di un premio destinato a diventare il più prestigioso d’Italia, nasce a Roma nel 1902 e impara a leggere i mosaici di Santa Maria Maggiore come una narrazione. A diciassette anni porta il suo primo manoscritto a Goffredo Bellonci, critico letterario: «Quando ci sposammo, lui mi fece lezione sui classici per anni, abbiamo letto tutto a due voci, Guicciardini, Tasso. A volte ci destavamo nella notte e si ricominciava».

Per anni Bellonci segue le tracce di Lucrezia Borgia, sottraendola alla leggenda della donna corrotta e restituendole intelligenza politica. «Lucrezia Borgia. La sua vita e i suoi tempi», pubblicato nel 1939, vince il Viareggio e inaugura un metodo che intreccia documento, biografia, saggio e invenzione narrativa. La storia, per lei, nasce anche dallo sguardo: la Camera degli Sposi di Mantegna, i palazzi di Mantova e Ferrara. Le opere d’arte diventano fonti al pari delle lettere e delle cronache.

E lo stesso sguardo accompagna la costruzione dello Strega. Il primo vincitore è Ennio Flaiano. Poi Pavese, Moravia, Bassani e, solo nel 1957, la prima donna: Elsa Morante. Bellonci non nasconde la disparità: «Sono gli uomini che non votano le donne», denuncia quando, su trentasette edizioni, le vincitrici sono appena cinque.

Dopo la morte di Goffredo nel 1964 torna lentamente alla narrativa: «Glielo dovevo. Ero stata cresciuta da lui per scrivere. Ci sono voluti anni per riuscirci ancora, ma ci sono arrivata senza separarmi dal dolore». Collabora con la Rai, riscrive «Il Milione» e conclude dopo trent’anni il romanzo su Isabella d’Este. «Rinascimento privato» esce nel 1985 e Bellonci decide di candidarlo a quel premio che aveva sempre considerato irraggiungibile per sé. Muore due giorni prima dell’annuncio delle candidature. Lo Strega dei quarant’anni sarà il suo.

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