Di Luca Franceschi
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I rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno lanciato un duro attacco contro le recenti dichiarazioni del senatore Zaffini in merito al referendum sulla giustizia.
Secondo i pentastellati, non passa giorno senza che i politici del centrodestra che invitano a votare sì al referendum rivelino il loro insanabile rancore e la sete di vendetta verso la magistratura. Una magistratura che, secondo il M5S, ha il brutto vizio di imporre anche a loro il rispetto della legge e che ha osato processare gli intoccabili colletti bianchi, esponenti delle caste superiori.
Nel mirino è finito stavolta il senatore Zaffini che, sottoscrivendo le parole della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, ha rincarato la dose con affermazioni considerate inaccettabili dai pentastellati. La Bartolozzi aveva paragonato la magistratura ai plotoni di esecuzione, mentre Zaffini ha affermato che finire nelle mani della magistratura è come ricevere una diagnosi di cancro.
Il Movimento 5 Stelle ha definito vergognosa e indecente l’affermazione del senatore, che ricopre anche il ruolo di presidente di commissione. Le sue parole sono state paragonate a quelle altrettanto gravi pronunciate in passato da Silvio Berlusconi.
Secondo i rappresentanti grillini, Zaffini usa parole inaccettabili verso altri esponenti delle stesse istituzioni che lui dovrebbe servire con disciplina e onore.
La conclusione del comunicato è un chiaro invito al voto contrario: il No del 22 e 23 marzo sarà un no a simili personaggi e ad una giustizia di casta forte con i deboli e debole con i forti.
