(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Cinquant’ anni dopo, cosa si è capito e cosa si può ancora imparare dagli eventi di Seveso? È stato solo un incidente o una catastrofe annunciata ed evitabile? Quanto ha inciso la vicenda di Seveso nella storia e nella società italiana? Una nuova Seveso può ripetersi ancora? La chimica oggi è davvero sicura? Quanto sono importanti i prodotti chimici nella vita quotidiana e come convivere con l’industria che li produce? Questi sono solo alcuni degli interrogativi sui quali si concentrerà la puntata speciale di “Sapiens – Un solo Pianeta” intitolata “Seveso, l’estate della diossina”, in onda eccezionalmente sabato 11 luglio alle 21.30 su Rai 3.
Era il 10 luglio del 1976, una data che oggi, a cinquanta anni di distanza, quasi nessuno ricorda. Eppure, quel giorno ha cambiato tutto, quando nei comuni di Meda e Seveso, nel cuore della ricca e industrializzata Brianza, una nube altamente tossica contenente diossina si scarica nell’atmosfera. Proviene dallo stabilimento della società Icmesa, controllata dalla multinazionale svizzera Hoffmann-La Roche e raggiunge anche aree densamente abitate dei comuni limitrofi.
Mario Tozzi ripercorre quei giorni, ascoltando le testimonianze dell’epoca, consultando i racconti originali e mostrando immagini in esclusiva all’interno della fabbrica nei giorni successivi all’incidente. Poi raggiunge i luoghi del disastro, là dove oggi sorge il Bosco delle Querce, 30 mila alberi piantati su 43 ettari e dove sono stati interrati, in vasche sigillate, gli animali morti o abbattuti, le macerie degli edifici contaminati e distrutti e gli oggetti personali degli sfollati. Una ricostruzione degli eventi che si avvale anche del contributo del giornalista Gian Antonio Stella che, allora poco più che ventenne, aveva seguito il caso sulla stampa locale.
Per giorni l’azienda non comunica l’incidente, iniziano a morire gli animali, i primi bambini mostrano i sintomi di una grave dermatite. Eppure, nessuno dà l’allarme, gli abitanti della zona continuano a vivere nelle zone contaminate e l’Icmesa resta aperta.
La notizia trapela sulla stampa solo sette giorni dopo quando i lavoratori fermano la produzione e il sindaco firma l’ordinanza di chiusura dell’azienda. Carenze tecniche, spinta al profitto, allarmi inascoltati e mancanza di leggi a tutela dell’ambiente le concause del disastro ambientale, il più grande in Italia e uno dei più gravi in Europa. Uno dei casi di contaminazione più studiati al mondo.
In Italia sono gli anni della crescita economica, l’industria fa profitto e promette ricchezza per tutti e l’ambiente non è ancora al centro delle preoccupazioni. Quando la notizia si diffonde, si scatena il panico. Il vicino ospedale di Desio si riempie, due settimane dopo viene evacuata la zona più colpita, le case vengono distrutte. La notizia fa il giro del mondo. Con toni apocalittici Seveso è la nuova Hiroshima e il nuovo Vietnam: la sostanza che si è propagata in Brianza è il famigerato agente Orange, lo stesso usato dagli Stati Uniti durante la guerra contro il Paese asiatico.
Ne scaturisce un acceso dibattito sui rischi per la salute e il timore che l’incidente possa causare malformazioni nei feti conduce, poco prima che la legge 194 veda la luce, una deroga normativa che consente alle donne in gravidanza della zona di abortire. Esplode la questione ambientale, largamente ignorata fino ad allora nell’Italia del miracolo economico. Lo Stato latita, la Protezione Civile non esiste ancora, la gestione del disastro è affare dei sindaci.
Nel 1982 la Cee approva la “Direttiva Seveso” per prevenire, su tutto il territorio europeo, incidenti industriali. Da allora la normativa ambientale ha fatto passi avanti ma in Italia ci sono ancora 971 stabilimenti a rischio di incidente rilevante.
Nella puntata un giovane avatar di Mario Tozzi torna indietro nel tempo fino al 1810 dialogando con il chimico Sir Humphry Davy che isolò e dimostrò la natura elementare del cloro, una sostanza che, complice il surriscaldamento degli impianti, ha avuto un ruolo decisivo nella produzione della diossina.
“Sapiens – Un solo Pianeta” – anche online su RaiPlay.it – è un programma di Mario Tozzi, Diego Garbati, Giovanna Ciorciolini, Fosco D’Amelio, Giuseppe Fabrizio Giunta, Marta La Licata, Elisabetta Marino, Riccardo Mazzon, Stefano Varanelli; produttore esecutivo Valentina Valore; capoprogetto Diego Garbati; regia di Luca Lepone.
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