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REGIONE VENETO* : «RINNOVABILI, OBIETTIVO 5,8 GW AL 2030. ZECCHINATO E BITONCI: “CONFRONTO CON IL TERRITORIO SU AREE IDONEE E SEMPLIFICAZIONE”»

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14.00 - lunedì 16 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Questa mattina a Venezia, presso la sede regionale di Palazzo Grandi Stazioni, gli assessori al Governo del territorio, Marco Zecchinato, e alle Politiche energetiche, Massimo Bitonci, hanno incontrato i rappresentanti delle principali associazioni di categoria, ordini professionali e realtà del sistema energetico e produttivo regionale.

Al centro dell’incontro la condivisione delle linee guida del nuovo Piano Energetico Regionale, a partire dall’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e dalla definizione del Piano delle Zone di Accelerazione Terrestri (PIZAT).

“Riteniamo questo incontro fondamentale – ha sottolineato l’assessore Bitonci –: abbiamo bisogno dei contributi di tutti i soggetti coinvolti per arrivare in Giunta con un testo condiviso e aderente alle necessità del territorio. Il Veneto si pone come prima Regione in Italia nel realizzare un lavoro di mappatura urbanistica così puntuale e dettagliato, mettendo a sistema i piani provinciali e comunali”.

“Siamo in una fase di grave crisi energetica e le Regioni possono dare un contributo decisivo al fabbisogno nazionale accelerando l’insediamento e lo sviluppo delle fonti rinnovabili – spiega Bitonci –. Non abbiamo soltanto il fotovoltaico: il tema dell’idroelettrico tornerà centrale nel 2029, con il rinnovo delle concessioni. E ancora, il fotovoltaico, la geotermia, le biomasse. Tutti temi che una Regione può affrontare, ovviamente nel rispetto dei decreti nazionali del MASE. Il nostro obiettivo è la sburocratizzazione: vogliamo eliminare passaggi superflui, approfondendo l’insediamento nelle zone artigianali e semplificando i processi per l’agrivoltaico, nel rispetto delle istanze dei territori”.

“Il traguardo al 2030 è ambizioso: arrivare a 5,8 GW di potenza installata. Attualmente il Veneto è ben posizionato con 1,66 GW, ma c’è molto da fare su fotovoltaico, biomasse e geotermia. Guardiamo anche al 2029 per il nodo dell’idroelettrico e puntiamo a rilanciare con forza le Comunità Energetiche, che hanno già mostrato margini di crescita importantissimi” conclude Bitonci.

“Stiamo lavorando a questo nuovo piano con un approccio di massima condivisione – aggiunge l’assessore Zecchinato –. L’idea nasce dalla necessità di superare i precedenti criteri di idoneità delle aree, ormai sorpassati dalla normativa europea e nazionale, per restituire alla Regione un ruolo centrale di regia”.

“La grande novità di questo provvedimento è l’individuazione di aree ‘super idonee’ indicate nel Piano di accelerazione in corso di predisposizione – precisa Zecchinato –: zone strategiche in cui, una volta completata la procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), non sarà più necessario sottoporre i singoli progetti a VIA (Valutazione Impatto Ambientale). È una scelta di efficacia ed efficienza che risponde alle richieste di comuni ed enti per un uso attento del suolo”.

“Procedere velocemente non è più un’opzione, ma un dovere – conclude Zecchinato –: i giornali questa mattina dicono che in soli dieci giorni di crisi internazionale il costo dei combustibili fossili è aumentato di 3 miliardi di euro. A questo si aggiunge la crescente domanda di energia dettata dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Per questo puntiamo su aree già urbanizzate e zone di degradazione per raggiungere il target dei 5,8 GW nel modo più rapido e sostenibile possibile”.

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