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QUESTURA DI ROMA * : «NON DISPONGO DI UN TESTO COMPLETO DA ANALIZZARE. IL TESTO FORNITO CONTIENE SOLO UN TITOLO O UN’INTESTAZIONE (“PORTO DI CIVITAVECCHIA-ARRESTATO RICERCATO PER CRIMINI DI GUERRA”) SENZA CONTENUTO ARTICOLARE CHE MI PERMETTA DI ESTRARRE INFORMAZIONI SUFFICIENTI PER CREARE UN TITOLO SECONDO LE TUE SPECIFICHE.»

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09.30 - martedì 21 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PORTO DI CIVITAVECCHIA – ARRESTATO RICERCATO PER CRIMINI DI GUERRA

Importante operazione messa a segno dalla Polizia di Frontiera di Civitavecchia, che ha tratto in arresto un cittadino con doppia cittadinanza serbo-croata, accusato di crimini di guerra e genocidi commessi durante la guerra nei territori della ex Jugoslavia, come membro delle milizie della SAO Kraijina. Il Mandato di Arresto Internazionale veniva emesso solamente nell’ anno in corso, a seguito delle complesse indagini che avevano portato all’ individuazione di centinaia di uomini facenti parti delle organizzazioni paramilitari colpevoli di operazioni di pulizie etniche nei territori della repubblica balcanica.

Le fasi che hanno portato all’ arresto, sono stato frutto di un’ attenta analisi effettuata sia sui passeggeri transitanti sui vettori marittimi, sia per quanto riguarda il personale marittimo lavorante a bordo; in effetti, il cittadino serbo-croato si era creato una nuova “identità”, svolgendo delle mansioni lavorative come security a bordo di una nave da crociera, cercando di sfuggire alle ricerche messe in campo dalle autorità croate. Una volta verificata la presenza a bordo, gli uomini della Polizia di Frontiera salivano a bordo della nave in abiti civili, mescolandosi con i passeggeri, e una volta individuatelo, provvedevano a bloccarlo ed a trarlo in arresto.

Secondo gli inquirenti, il 58 enne faceva parte delle formazioni paramilitari che operarono nei territori della autoproclamata Repubblica Serba di Kraijina, durante la guerra serbo-croata. Il mandato di cattura internazionale lo indicava come autore di atti violenti, di deportazioni e di uccisioni compiute per costringere le autorità della Repubblica di Croazia, proclamata il 25.6.1991, a rinunciare alla propria indipendenza dalla Jugoslavia, dalla Serbia e dalla Bosnia Erzegovina.

Dagli atti che hanno generato il mandato di arresto internazionale, emergeva che l’ uomo, membro delle milizie paramilitari, aveva compiuto delle operazioni di pulizia etnica ai danni di cittadini croati, che portarono all’ uccisione e all’ espulsione forzata di migliaia di civili non serbi.

IL RUOLO DELLE MILIZIE SAO KRAIJINA

La SAO Kraijina, Regione Autonoma Serba della Kraijina, fu proclamata nelle zone della Croazia a maggioranza serba. Le sue milizie furono coinvolte nei combattimenti contro i civili durante la guerra balcanica. Il Tribunale Penale Internazionale ha definito le azioni dei suoi leader parte di un’impresa criminale comune, finalizzata alla creazione di uno stato etnicamente omogeneo.

L’ arrestato, dopo una breva permanenza nel Carcere di Aurelia, è stato trasferito in altra struttura carceraria, in attesa che l’Autorità Giudiziaria competente autorizzi l’ estradizione verso la Croazia, stato che ha emesso il Mandato di Arresto Europeo; l’ intera operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, diretta dal Procuratore Alberto Liguor.

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