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PRC – PARTITO RIFONDAZIONE COMUNISTA: «ACERBO (RIFONDAZIONE): “UE COMPLICE DEL GENOCIDIO. DOPPIO STANDARD CONTRO RUSSIA”»

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15.46 - martedì 21 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Secondo quanto dichiarato da Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, dopo tre anni di conflitto in Medio Oriente che ha causato la morte di oltre 70.000 palestinesi, tra cui 20.000 bambini, e considerati i crimini e le guerre di aggressione illegali perpetrate, l’Unione Europea dovrebbe sospendere immediatamente gli accordi commerciali con Israele. Nel caso in cui ciò non avvenisse, sostiene Acerbo, diventerebbe evidente il disinteresse dei governi europei nei confronti dei principi del diritto internazionale e dei valori democratici che l’Occidente sostiene di difendere.

Acerbo sottolinea che la rottura con Israele rappresenterebbe un atto dovuto alla luce di quanto previsto dai trattati internazionali che l’UE avrebbe dovuto sottoscrivere da molto tempo, considerando i decenni di occupazione illegale dei territori palestinesi e il sistema di apartheid imposto alla popolazione locale.

Una delle questioni centrali sollevate dal leader comunista riguarda l’incoerenza delle politiche europee: se l’Unione Europea non sospende l’accordo con Israele, come può al contempo mantenere le sanzioni contro la Russia? Acerbo ricorda che la Corte Penale Internazionale ha giudicato non fondata l’accusa di genocidio proposta dall’Ucraina nei confronti della Russia. Pertanto, secondo questa prospettiva, l’UE starebbe applicando sanzioni contro una nazione ritenuta responsabile di violazioni meno gravi, mentre continuerebbe a mantenere alleanze strette con un governo accusato di commettere genocidio.

Acerbo sostiene che il doppio standard europeo dimostra chiaramente come le sanzioni alla Russia e il conflitto per procura in Ucraina non abbiano alcun collegamento reale con la difesa del diritto internazionale e dei diritti umani, ma rispondano piuttosto a logiche geopolitiche diverse.

Di fronte a quella che definisce come un’evidente ipocrisia, Acerbo ritiene che proseguire con le sanzioni alla Russia costituirebbe un mero autolesionismo dai quali pagano le conseguenze i popoli europei, mentre determinati soggetti traggono profitto dal commercio di armi e dalla speculazione energetica.

La proposta finale avanzata dal segretario nazionale della Rifondazione Comunista è di seguire l’esempio della Spagna, riprendendo l’approvvigionamento di gas russo e abbandonando un conflitto nel quale l’Europa, secondo questa visione, non avrebbe mai dovuto direttamente coinvolgersi.

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