Di Luca Franceschi
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# Mafia e politica: la lotta passa dalla qualità democratica
Sandro Ruotolo della segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare rilegge due fatti di cronaca apparentemente diversi come manifestazioni di un unico problema sistemico. Da un lato la sparatoria nel centro storico di Napoli in via San Sebastiano con un giovane ferito innocente, dall’altro la crisi politica di San Giuseppe Vesuviano scoppiata a seguito della diffusione di un video che ritrae esponenti politici in compagnia di familiari di presunti camorristi. Per Ruotolo, dietro questi episodi si cela la medesima storia: la dimensione criminale della criminalità organizzata non è riducibile soltanto alla violenza armata.
La mafia contemporanea opera su due fronti complementari. Esercita il controllo territoriale mediante la forza delle armi, ma contemporaneamente persegue il consenso attraverso relazioni, parentele e vicinanze che le consentono di ottenere legittimazione sociale e politica. La ricerca di infiltrazione negli ambienti istituzionali rappresenta quindi una strategia parallela all’utilizzo della violenza.
Ruotolo sottolinea come sarebbe un errore affrontare separatamente l’emergenza legata alla sicurezza e la questione morale nella politica. Quando in una città si consumano sparatorie in pieno centro e quando in un’altra la politica deve confrontarsi con evidenze di legami con ambienti criminali, il sottofondo rimane invariato: il controllo del territorio da parte della criminalità organizzata.
La risposta istituzionale deve essere altrettanto unitaria e articolata. Occorrono più investigazioni, maggiore controllo della sicurezza territoriale e un incremento di risorse umane e materiali per le forze dell’ordine. Ma è indispensabile anche una politica capace di selezionare con rigore la propria classe dirigente, di costruire il consenso mediante la trasparenza e di interrompere ogni rapporto ambiguo con gli ambienti della criminalità. La legalità non può rappresentare una risposta episodica successiva a scandali o eventi violenti, bensì deve trasformarsi nel criterio quotidiano con cui si amministra la cosa pubblica.
La lotta alla camorra si combatte tanto nelle strade quanto nelle istituzioni. La qualità della politica costituisce un elemento decisivo per la sicurezza dei cittadini. Quando la politica abdica dalle proprie responsabilità, la criminalità organizzata trova lo spazio per espandersi. Al contrario, quando la politica esercita pienamente il proprio dovere, lo Stato acquista maggiore forza.
Questo collegamento logico vale per Napoli, San Giuseppe Vesuviano, Mugnano, Ercolano, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e tutti i territori dove la criminalità tenta di sostituirsi allo Stato. La risposta non può dunque essere episodica ma deve costituire una strategia permanente fondata su due pilastri inscindibili: la sicurezza e la qualità della democrazia. Solo attraverso questo approccio integrato si spezza veramente il potere delle mafie.
