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POLIZIA DI STATO * : «HACKER CINESE ESTRADATO AGLI STATI UNITI, AVEVA COLPITO STRUTTURE AMERICANE DURANTE LA PANDEMIA»

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15.50 - lunedì 27 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Polizia di Stato esegue l’estradizione di un pericoloso hacker cinese

La Polizia di Stato, all’esito di una procedura di estradizione definita con decisione della Corte d’Appello di Milano e del Ministro della giustizia, ha arrestato e consegnato alle autorità degli Stati Uniti – un pericoloso hacker di nazionalità cinese, sospettato di agire per conto del governo di Pechino.

L’hacker, estradato con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, era stato arrestato agli inizi di luglio del 2025 dalla Polizia Postale e dalla Polaria di Malpensa, al culmine di una lunga collaborazione operativa tra FBI e gli investigatori della polizia italiana, intercettato con la moglie prima di accingersi a trascorrere, a suo dire, un periodo di vacanza.

Il cittadino cinese, ex general manager di una importante società tecnologica di Shanghai, era ricercato perché sospettato di aver condotto, su mandato del governo cinese, attacchi informatici su larga scala tra il 2020 e il 2021 – e dunque in piena epoca pandemica – ad enti governativi, istituti di ricerca ed università americane impegnate nella ricerca e sperimentazione di vaccini e trattamenti d’avanguardia anti-covid 19, appropriandosi ed esfiltrando informazioni riservate.

L’estradato e i suoi complici avrebbero sfruttato falle informatiche presenti nei software per l’invio di posta elettronica ad ampia diffusione, prendendo di mira migliaia di computer di infrastrutture strategiche in tutto il mondo, con la campagna nota come “HAFNIUM.”

Per tali condotte, era ricercato a seguito di mandato di arresto emesso dal tribunale del Texas per gravi reati di associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica e furto d’identità, con pene massime complessive per decine di anni di reclusione.

L’ottima e consolidata collaborazione tra la Polizia di Stato ed FBI ha permesso di portare a termine con successo l’operazione.

Si ricorda che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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