Di Luca Franceschi
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Secondo le denunce avanzate da numerosi cittadini, associazioni e parlamentari, gravi inefficienze della macchina amministrativa stanno impedendo a migliaia di italiani sparsi nel mondo di esercitare il proprio diritto costituzionale al voto referendario. Di fronte a questa situazione critica, il Ministro degli Affari Esteri continua a minimizzare i problemi anziché adoperarsi concretamente per risolverli. A evidenziare il disagio è Luciano Vecchi, Responsabile per gli Italiani nel mondo del Partito Democratico.
Le procedure elettorali erano state da tempo segnalate come particolarmente complesse, ma questo avvertimento era rimasto inascoltato sia dal governo che dalla maggioranza di centrodestra. Il Partito Democratico individua chiaramente le cause del malfunzionamento nelle scelte deliberate compiute dall’esecutivo Meloni: risorse finanziarie notevolmente insufficienti e personale delle sedi diplomatiche e consolari ridotto drasticamente.
La problematica coinvolge tutti i continenti e non è limitata ai soli paesi colpiti dal conflitto mediorientale. Centinaia di migliaia di connazionali non hanno ricevuto i plichi elettorali necessari per votare. Molti altri hanno ricevuto i materiali mancanti della scheda referendaria. Numerosi cittadini incontrano ostacoli nel farsi rilasciare i duplicati dei documenti, mentre ad altri viene impedita la possibilità di consegnare personalmente il proprio plico alle sedi consolari a causa delle ben note inefficienze di taluni sistemi postali.
Vecchi sottolinea il ringraziamento verso il personale diplomatico e amministrativo che opera in condizioni difficili, rese ancora più complicate dalle scelte ritenute dannose del governo. Secondo il responsabile del Pd, il taglio degli organici e delle risorse mira deliberatamente a rendere complicato, quando non impossibile, l’esercizio dei diritti fondamentali di cittadinanza per i milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano oltreconfine.
Il Partito Democratico chiede che il governo cessi di negare l’evidenza dei fatti e attivi tutte le iniziative necessarie a garantire agli italiani nel mondo una partecipazione piena e corretta al referendum costituzionale.
