Di Luca Franceschi
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Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd, interviene sulla posta in gioco del referendum sulla separazione delle carriere, sostenendo che il voto rappresenta una scelta cruciale sul futuro della democrazia italiana. Secondo l’esponente dem, la vittoria del No non fermerebbe solamente una riforma della giustizia ritenuta inadeguata, ma incinerebbe l’intero progetto politico del governo Meloni.
Misiani individua nel panorama delle riforme portate avanti dall’esecutivo un disegno organico e coerente. Autonomia differenziata, premierato e compressione dei controlli di legalità non rappresentano iniziative isolate, ma costituiscono i diversi pezzi di uno stesso mosaico politico. Tale progetto, secondo l’analisi del responsabile dem, mirerebbe a concentrare il potere, a indebolire i contrappesi costituzionali e a svuotare progressivamente la Carta fondamentale dall’interno.
L’esponente del Partito democratico colloca questa dinamica all’interno di un contesto internazionale più ampio, riconoscendo nella destra italiana un’affinità con i modelli rappresentati da Donald Trump e dai leader nazionalisti che stanno mettendo in discussione i fondamenti delle democrazie liberali. L’obiettivo dichiarato non sarebbe quello di riformare le istituzioni per renderle più giuste o efficienti, bensì di scardinare l’equilibrio democratico costruito dopo la Seconda guerra mondiale. Equilibrio fondato sulla separazione dei poteri, sulla tutela dei diritti fondamentali, sul pluralismo e sul ruolo del diritto internazionale.
Entrando nel merito della riforma sulla separazione delle carriere, Misiani identifica il vero obiettivo come politico: l’istituzione del doppio Csm, l’alta corte disciplinare e la possibilità di esercitare pressioni sull’autonomia della magistratura. In sostanza, costruire un sistema dove il potere esecutivo possa influenzare chi è chiamato a controllarlo. Questa sarebbe la vera posta in gioco del referendum, una scelta fondamentale sul modello di democrazia che l’Italia intende difendere.
Misiani aggiunge inoltre che una vittoria del No comporterebbe anche l’incrinatura del patto che tiene insieme la maggioranza di governo, poiché al suo interno rimangono divergenze significative: l’autonomia differenziata da una parte e il premierato dall’altra.
