Di Luca Franceschi
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L’Unione Europea ha confermato la decisione di sottrarre 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia, una mossa che era ampiamente attesa e che ora si è concretizzata. Si tratta di un’Europa che viene definita burocratica e punitiva, distante dalla vera essenza della cultura, che finisce per calpestare i propri principi censurando una delle eccellenze culturali più importanti del nostro Paese.
Tuttavia, ciò che suscita maggiore indignazione non è tanto la decisione europea, quanto la reazione del governo italiano. La Premier Giorgia Meloni viene accusata di essere politicamente inefficace, piegandosi ai diktat di Bruxelles senza alcuna reazione in difesa degli interessi nazionali.
Il capo del governo viene descritto come una figura che china il capo di fronte all’ennesimo affronto europeo, mentre sul fronte interno completa l’opera rimuovendo Buttafuoco dalla Rai. Invece di difendere con fermezza il patrimonio culturale italiano dagli attacchi esterni, la Premier viene vista come colei che esegue gli ordini della burocrazia di Bruxelles, vendendo la dignità del Paese.
Emerge una contraddizione evidente: la stessa persona che si era scagliata contro il patentino antifascista denunciando la censura, ora sembra accettare passivamente una situazione che ha le stesse caratteristiche. Dal punto di vista economico, i 2 milioni di euro rappresentano una cifra relativamente modesta per un’istituzione del calibro della Biennale.
Il vero problema risiede nel messaggio che viene trasmesso: chi non si piega viene punito. E chi dovrebbe difendere le istituzioni culturali italiane, invece di farlo, agisce in senso opposto. Il patriottismo tanto sbandierato da Fratelli d’Italia sembra essersi arrestato prima di raggiungere Venezia, fermandosi alle porte della città lagunare.
Queste le dichiarazioni del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini, che sottolinea come la vicenda della Biennale rappresenti un caso emblematico della gestione governativa dei rapporti con l’Europa e della tutela delle eccellenze culturali nazionali.
