(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Mentre si riposano fra una lettera e l’altra con cui cercano di spiegare alla Bce il perché dell’inutile emendamento sull’oro detenuto e gestito da Banca d’Italia, il ministro dell’economia e il viceministro Leo dovrebbero dedicare attenzione al grande problema segnalato dalla Consulta nazionale dei Caf.
La legge di Bilancio contiene un taglio del 10% sul Fondo per il finanziamento della loro attività pari 216,9 milioni di euro. Un taglio deciso unilateralmente, al di fuori di qualsiasi confronto, che presuppone una riduzione dei costi, che non sembra trovare riscontro nei dati.
Addirittura retroattivo, perché taglia anche quanto dovuto per il 2025. Un modo di procedere assurdo, che costringe quest’anno molti Caf a chiudere in deficit e comporterà un aumento delle tariffe a carico dei cittadini l’anno prossimo.
Il viceministro Leo, dicono i Caf, si è preso l’impegno di affrontare la questione. Sarebbe bene che lo facesse davvero: anche questo è un problema di equità dei compensi”.
