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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «GOVERNO, MISIANI: DA MELONI EPURAZIONE POST-REFERENDARIA, MA RESPONSABILITÀ È SUA»

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11.01 - mercoledì 25 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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Antonio Misiani, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, interviene con una riflessione critica sulla recente epurazione di ministri dal governo Meloni, avvenuta all’indomani della sconfitta referendaria sulla riforma della giustizia. Attraverso un post pubblicato sui social, il dirigente dem articola il suo commento in tre punti fondamentali.

In primo luogo, Misiani sottolinea l’incoerenza della premier nel chiedere le dimissioni di ministri come Santanchè, Delmastro e Bartolozzi. Ricorda come il Pd stesso aveva sollevato queste rivendicazioni in passato, venendo accusato di giustizialismo. A suo giudizio, il cambio di rotta della presidente del Consiglio rappresenta un’operazione di cosmesi politica, tardiva e priva di sincerità. L’analista dem evidenzia inoltre come, qualora il referendum avesse dato esito positivo, questi ministri sarebbero rimasti saldamente al loro posto, confermando che la mossa è dettata esclusivamente dalla necessità di gestire la sconfitta elettorale.

In secondo luogo, Misiani sottolinea il comportamento della ministra del turismo Daniela Garnero Santanchè, che al momento della sua analisi aveva ignorato la richiesta della presidente del Consiglio di rassegnare le dimissioni. Questo atteggiamento viene qualificato come un fatto di gravità istituzionale senza precedenti: una ministra che contesta apertamente l’autorità di chi guida l’esecutivo, di fronte al Paese e al Parlamento. Secondo Misiani, tale insubordinazione, se non risolta tempestivamente, comporterebbe un danno significativo all’autorevolezza di Meloni come presidente del Consiglio e alla sua immagine di leader determinata.

Infine, il dirigente dem sostiene che i ministri coinvolti nell’epurazione rivestono il ruolo di capri espiatori di un disastro politico di cui dovrebbe rispondere direttamente Giorgia Meloni. È stata infatti la premier a volere la riforma della giustizia, a imporla al Parlamento senza modifiche significative e a sottoporla al giudizio popolare convinto di conseguire una vittoria facile al referendum. Misiani ribadisce che è Meloni ad aver condotto l’intera destra verso la sconfitta, e che i suoi alleati, se possedessero una certa dignità politica, dovrebbero innanzitutto chiedere spiegazioni a lei per la disfatta. Tuttavia, conclude sarcasticamente Misiani, ciò non accadrà. Risulta molto più semplice, secondo l’esponente dem, allontanare alcuni ministri per dare l’impressione di pulizia interna, per poi proseguire invariati.

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