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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «EUROSTAT SMONTA PROPAGANDA DELLA DESTRA E CERTIFICA CHE NON SI ESCE DALLA POVERTÀ»

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16.15 - sabato 9 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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I dati Eurostat aggiornati al 2025 sulla percentuale di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale offrono una lettura complessa della situazione italiana. Secondo quanto sottolineato da Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd, questi numeri non confutano la propaganda delle opposizioni bensì quella della destra, rivelando un quadro preoccupante del paese.

L’analisi dei dati mostra che in Italia si lavora di più, ma non si riesce a uscire dalla povertà. La definizione di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale comprende diversi aspetti: persone a rischio di povertà relativa, coloro che soffrono di deprivazione materiale e sociale, e chi vive in famiglie caratterizzate da un’intensità lavorativa molto bassa.

L’indicatore complessivo presenta un andamento positivo, passando dal 23,1% del 2024 al 22,6% del 2025. Questo miglioramento è però dovuto principalmente a una più diffusa occupazione, che fa scendere dal 9,2% all’8,2% la quota di persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa, ossia dove le persone in grado di lavorare utilizzano meno del 20% del loro potenziale produttivo.

Tuttavia, questa maggiore diffusione dell’occupazione non produce una riduzione significativa della povertà relativa, che scende solo marginalmente dal 18,9% al 18,6%. Un dato che secondo Guerra va considerato con cautela, poiché quando la situazione economica media della popolazione peggiora, l’indicatore di povertà relativa tende naturalmente a diminuire per ragioni statistiche.

Ancora più allarmante risulta l’aumento sensibile delle persone che soffrono di deprivazione materiale e sociale, le quali passano dall’8,5% al 10,1%. Queste persone non possono permettersi beni essenziali come pasti decenti, il riscaldamento della casa o il pagamento delle bollette. Una situazione confermata dai dati sulla povertà assoluta pubblicati dall’Istat.

I numeri sulla povertà assoluta dipingono un quadro ancora più grave. Gli individui che vivono al di sotto della soglia che garantisce una vita dignitosa erano nel 2024, ultimo anno con dati disponibili, 5,7 milioni, corrispondenti al 9,8% della popolazione totale. Si tratta del valore più alto da quando la serie storica è iniziata nel 2014.

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