Di Luca Franceschi
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Profondo sconcerto da parte delle opposizioni per l’atteggiamento tenuto dal governo e dalla maggioranza in relazione al ddl Bernini sulla riforma del reclutamento universitario. In precedenza, dopo un appello unitario presentato dalle forze dell’opposizione, la ministra aveva dichiarato di essere disponibile a un tavolo di discussione per valutare come migliorare un provvedimento particolarmente discusso su una materia di grande rilevanza.
Tuttavia, dopo un incontro svoltosi qualche settimana fa, caratterizzato da toni puramente interlocutori e durante il quale i rappresentanti dell’esecutivo e della coalizione si erano impegnati a tornare con proposte di modifica del testo normativo, è sopraggiunto un totale silenzio fino alla seduta odierna della commissione Istruzione della Camera. In quella sede, governo e maggioranza si sono presentati con l’intenzione di procedere all’approvazione immediata del provvedimento senza introdurre alcuna variazione.
Le forze di opposizione ritengono questo comportamento della ministra Bernini gravissimo e inaccettabile soprattutto dal punto di vista metodologico, ancor prima di entrare nel merito dei contenuti. Secondo quanto dichiarato, il minimo sindacale richiesto sarebbe che la ministra riferisca in commissione sulle motivazioni che stanno dietro a questo ripensamento e alla decisione di non considerare le numerose e significative voci critiche che sottolineano i possibili effetti molto preoccupanti di questo disegno di legge sulla qualità della ricerca e sulla trasparenza dei concorsi universitari.
