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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA VIOLENZA A SFONDO SESSUALE: LO STUDIO DÀ VOCE ALLE VITTIME»

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16.10 - giovedì 21 maggio 2026

Uno studio condotto dal Centro di ricerca Interdisciplinare di genere dell’Università di Innsbruck ha analizzato il fenomeno della violenza a sfondo sessuale in Alto Adige, considerando la realtà dei tre gruppi linguistici presenti nella provincia. Dopo la presentazione dei risultati intermedi avvenuta lo scorso autunno, il lavoro di ricerca è stato completato e ha generato anche un libro dal titolo “E nessuno ha mai detto: che cosa sta succedendo qui, in realtà?”, che raccoglie le testimonianze delle persone coinvolte nello studio.

La presentazione dei contenuti principali è stata effettuata il 21 maggio dalle ricercatrici Gundula Ludwig, Julia Ganterer e Laura Volgger, insieme all’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer e alla direttrice dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale Astrid Wiest.

Il libro emerge dalle interviste condotte con 31 persone vittime di violenza a sfondo sessuale appartenenti a tutti e tre i gruppi linguistici della provincia. Secondo la ricercatrice Laura Volgger, il volume rappresenta un invito rivolto alla società per confrontarsi con questo tema e assumersi le proprie responsabilità. Infatti, emerge chiaramente uno squilibrio tra le conseguenze subite dalle vittime e l’ampia impunità goduta dai responsabili della violenza.

La ricerca ha identificato che per affrontare efficacemente il problema della violenza a sfondo sessuale è necessario assumere responsabilità su tre livelli distinti: il riconoscimento pubblico, la responsabilità istituzionale e il contesto sociale. La ricercatrice Julia Ganterer ha evidenziato come l’accettazione di fondo della violenza nella società costituisca un terreno fertile per la proliferazione della violenza a sfondo sessuale, aggravato dalla mancanza di conoscenza delle diverse forme di violenza e dei limiti fisici e personali.

Per quanto riguarda la responsabilità istituzionale, la responsabile dello studio Gundula Ludwig ha sollecitato il potenziamento di strutture di protezione a bassa soglia e una gestione più sensibile delle procedure da parte della polizia e della magistratura, al fine di evitare di infliggere ulteriori traumi alle vittime. Secondo le testimonianze raccolte, la società deve affrontare meglio questi temi, poiché le strutture istituzionali possono talvolta favorire ulteriormente la violenza e spesso la polizia e la magistratura non sono percepite dalle vittime come tutela ma come difesa degli autori dei crimini.

L’assessora Pamer ha sottolineato come il libro e lo studio rappresentino pietre miliari importanti nel rompere il silenzio che avvolge il tema della violenza a sfondo sessuale. Ha evidenziato che questo non costituisce un problema individuale bensì una questione che riguarda l’intera società, la quale ha il compito di ascoltare e sostenere le persone colpite. È necessario promuovere la prevenzione della violenza fin dalla più tenera età e sviluppare concetti di protezione efficaci su tutti i livelli della società.

La direttrice Astrid Wiest ha qualificato la violenza a sfondo sessuale come una delle più gravi violazioni della dignità e dell’integrità della persona, affermando che la sensibilizzazione, la prevenzione e la protezione rappresentano un compito sociale centrale. L’Ufficio ha fornito un sostegno finanziario allo studio pari a 215.000 euro e continua a lavorare quotidianamente per promuovere l’importanza di questa problematica.

Nel contesto di queste iniziative, l’assessora Pamer ha annunciato che sarà nominato a luglio il responsabile per il settore della violenza a sfondo sessuale nell’ambito dell’attuazione della nuova regolamentazione degli uffici di Difesa civica, il quale inizierà a svolgere le proprie attività a breve. L’assessora ha concluso ribadendo l’importanza dell’ascolto e dell’attenzione verso le vittime, ricordando che l’elaborazione del passato può avere successo soltanto se affrontata insieme, come società nel suo complesso.

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