Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino è intervenuta sul tema della violenza sessuale, prendendo spunto dal dibattito in corso in Germania sull’introduzione del principio “solo sì significa sì”.
Secondo la parlamentare, mentre la Germania sta compiendo passi avanti importanti su questo fronte, in altri contesti si continua a cercare attenuanti o espedienti per spostare l’attenzione dal punto essenziale: senza consenso si configura violenza.
Il consenso, ha sottolineato Maiorino, non può essere considerato un dettaglio, un’interpretazione o un’ipotesi. Non è qualcosa che si indovina, si interpreta o, peggio ancora, si inventa. Si tratta invece di un sì libero, esplicito e revocabile in qualsiasi momento.
La senatrice ha evidenziato come l’Europa stia finalmente spostando il baricentro dalla condotta della vittima alla responsabilità di chi agisce. Una strada che anche l’Italia dovrebbe percorrere, superando definitivamente stereotipi e resistenze culturali che ancora troppo spesso trovano spazio nel dibattito pubblico e, talvolta, perfino nelle aule di giustizia.
Maiorino ha poi affrontato le critiche di chi teme che il principio “solo sì significa sì” possa ribaltare la presunzione d’innocenza, definendolo un falso problema. La presunzione d’innocenza resta intatta, ha precisato la parlamentare, ma ciò che deve cambiare è la cultura che pretende di trasformare il silenzio, la paura o la paralisi in una forma di consenso.
Il consenso non si presume. Si chiede. E se non c’è un sì, semplicemente non c’è. Quello che può sembrare una rivoluzione, ha concluso la senatrice del M5S, in realtà è solo civiltà.
