(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Oggetto: Fimmg Trentino su carenza Medici di famiglia (dati Fondazione GIMBE): il Trentino tiene, ma servono scelte ed investimenti per rendere la professione attrattiva.
La recente analisi della Fondazione GIMBE sulla carenza dei medici di medicina generale conferma un quadro nazionale critico, con oltre 5.700 medici mancanti e una pressione assistenziale crescente su tutto il territorio italiano. In questo contesto, la Provincia autonoma di Trento evidenzia dati meno negativi rispetto alla media nazionale, rappresentando un elemento di relativa tenuta del sistema territoriale.
Secondo i dati analizzati:
• tra il 2019 e il 2024 il calo dei medici di famiglia in Trentino è stato tra i più contenuti a livello nazionale (-1,5%), a fronte di una media italiana del -14,1%
• permane tuttavia una criticità sul fronte del ricambio generazionale, con una ridotta partecipazione al corso di formazione in medicina generale (-38%), segnale di una minore attrattività della professione anche nel nostro territorio.
«Il Trentino dimostra una maggiore capacità di tenuta rispetto ad altre realtà regionali – dichiara FIMMG Trentino – grazie alla qualità degli Accordi locali ed alla disponibilità di personale di supporto amministrativo ed infermieristico, ma i segnali di criticità non devono essere sottovalutati.
Il rischio è che anche i territori oggi più resilienti possano progressivamente entrare in difficoltà nei prossimi anni». Il quadro nazionale, infatti, evidenzia una tendenza strutturale: • oltre 8.000 pensionamenti previsti entro il 2028 • nuove leve insufficienti a compensare le uscite • aumento dei carichi assistenziali, con una media nazionale di 1.383 assistiti per medico (in Trentino 1388), ben oltre il rapporto ottimale di 1.200.
In linea con quanto sottolineato dal Segretario nazionale FIMMG Silvestro Scotti, la carenza non rappresenta un’emergenza improvvisa, ma il risultato di una programmazione insufficiente nel tempo: «Se non rendiamo la professione più attrattiva per i giovani medici continueremo a rincorrere le emergenze».
Per FIMMG, anche in Trentino, la priorità è chiara:
• rafforzare i percorsi formativi universitari e post-laurea, facendo leva sulla collaborazione tra Scuola di Medicina Generale, Università di Trento e ASUIT. • valorizzare il lavoro in team nelle Case di Comunità
• garantire condizioni di lavoro sostenibili, con maggiore personale di supporto, strumenti digitali integrati e Aggregazioni Funzionali Territoriali sempre più capaci di solidarietà organizzativa.
«I medici di famiglia devono essere protagonisti del nuovo modello territoriale – prosegue FIMMG Trentino – non semplici utilizzatori di spazi. Le Case di Comunità devono diventare luoghi di integrazione reale tra professionisti, capaci di sostenere il lavoro clinico e migliorare l’accesso ai servizi per i cittadini.
Occorre proseguire nel prezioso lavoro svolto finora in ASUIT con la piattaforma di teleconsulto pubblico che ha garantito oltre 2000 consulti con specialisti nel 2025 e con la diffusione sempre più sistematica e capillare della diagnostica di I livello ed in Provincia con gli Accordi economici ed organizzativi pregressi e prossimi, come l’Accordo Integrativo all’ACN 2022-2024.
” La situazione del Trentino, pur meno critica rispetto ad altre Regioni, rappresenta dunque una finestra di opportunità: intervenire oggi significa evitare una futura emergenza anche nei territori attualmente più solidi. FIMMG Trentino ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni provinciali ed Aziendali per costruire soluzioni organizzative e professionali capaci di rendere nuovamente attrattiva la medicina generale, garantendo continuità assistenziale e qualità delle cure per tutti i cittadini.
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Dottor Valerio Di Giannantonio
Segretario provinciale generale Fimmg Trentino
