Di Luca Franceschi
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La Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere ha approvato all’unanimità la relazione sulla violenza digitale, segnando un importante passo avanti anche grazie al recepimento di diverse proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle. Le parlamentari pentastellate membri della Commissione hanno sottolineato come questo risultato rappresenti un traguardo significativo nella lotta contro un fenomeno sempre più diffuso e pericoloso.
Le esponenti del M5S hanno ribadito con forza che la violenza digitale non può essere considerata un fenomeno isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di normalizzazione della misoginia e dell’oggettivazione dei corpi femminili. Le piattaforme online rappresentano un potente amplificatore di queste dinamiche, rendendo ancora più urgente la necessità di interventi mirati ed efficaci.
Il contrasto a questa forma di violenza non può limitarsi esclusivamente a misure repressive. È necessario invece prevedere interventi strutturali di prevenzione culturale, in grado di agire alla radice del problema. L’insulto sessualizzato, infatti, non è semplicemente una manifestazione di odio, ma costituisce una vera e propria strategia di esclusione dalla cittadinanza digitale e dalla partecipazione democratica.
Tra i punti proposti dal M5S e accolti nella relazione figurano questioni particolarmente delicate come i deep fake e i ritardi nella rimozione dei contenuti dannosi dalle piattaforme digitali. È stata inoltre evidenziata la mancanza di garanzie efficaci di “stay down”, ovvero di strumenti che impediscano la ricomparsa online di contenuti già rimossi.
Le norme europee, pur rappresentando una base importante, non sono sufficienti in assenza di un coordinamento nazionale più incisivo ed efficace. Per questo motivo la relazione prevede l’istituzione di un punto di contatto unico per le segnalazioni, che possa fungere da riferimento chiaro per le vittime di violenza digitale.
Un altro punto fondamentale riguarda l’introduzione di uno specifico reato per la diffusione non consensuale di contenuti sessualmente espliciti generati con intelligenza artificiale. Si tratta di una misura innovativa che risponde a una minaccia tecnologica in costante evoluzione.
Le parlamentari del M5S hanno definito questa relazione un lavoro condiviso che rafforza gli strumenti a disposizione per contrastare la violenza digitale. Ora l’auspicio è che quanto approvato si traduca rapidamente in azioni concrete ed efficaci, capaci di tutelare davvero le donne e tutte le persone vittime di questo tipo di violenza.
