(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’ordine di demolizione in via Fauchè è l’ultimo tassello del puzzle fallimentare del finto modello Milano. L’amministrazione comunale ha dovuto dare seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, che mette nero su bianco che non si possono costruire nuovi palazzi con una semplice autocertificazione, scavalcando le regole che valgono per tutti i cittadini – lo ha dichiarato in una nota Agostino Santillo, parlamentare del MoVimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera.
A Milano – prosegue – non si faceva rigenerazione urbana, ma una vera e propria lottizzazione abusiva mascherata da ristrutturazione.
È la prova che il ‘Salva Milano’ non era una norma tecnica, ma un disperato tentativo per evitare le ruspe.
Questo caso spiega chiaramente perché c’era tanta fretta di approvare il decreto ‘Salva Milano’: uno scudo per i cantieri frutto di scorciatoie illegali.
Palazzo Marino ha difeso l’indifendibile contro i cittadini milanesi, perdendo in tribunale.
Il naufragio del decreto ‘salva-abusi’ ha impedito un colpo di spugna sistemico.
Milano merita sviluppo nella legalità, non una giungla di cemento autorizzata con espedienti fuori legge – conclude il deputato.
