Di Luca Franceschi
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La deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino ha espresso la posizione del suo partito riguardo al processo di allargamento dell’Unione Europea, sottolineando come non vi sia alcuna opposizione ideologica all’ingresso di nuovi Stati membri, ma evidenziando al contempo la necessità di affrontare con responsabilità le questioni legate alla sostenibilità di tale processo.
Durante una conferenza stampa tenutasi presso la sala stampa della Camera dei Deputati, Baldino ha rimarcato l’importanza di porsi delle domande fondamentali per comprendere come rendere l’allargamento sostenibile nel tempo.
La rappresentante pentastellata ha messo in guardia dal limitarsi a valutare esclusivamente i benefici geopolitici derivanti dall’espansione dell’Unione, richiamando l’attenzione sulla necessità di analizzare anche gli impatti economici che tale processo comporta.
A tal proposito, Baldino ha richiamato l’esperienza del cosiddetto Big Bang del 2007, quando l’Unione Europea passò da 12 a 27 Stati membri, evidenziando come quell’allargamento abbia dimostrato l’incapacità dell’Unione di accompagnare l’espansione con riforme adeguate, capaci di armonizzare la gestione delle risorse disponibili.
L’impatto di quell’allargamento si è fatto sentire in modo particolarmente significativo sui fondi di coesione e sulle risorse destinate alla politica agricola comune, con conseguenze dirette sulle periferie d’Europa e, di riflesso, sul Meridione italiano.
La vicepresidente M5S ha concluso il suo intervento lanciando un monito chiaro: senza un’adeguata preparazione, si corre il rischio concreto che questi fondi subiscano una diminuzione, con conseguenze dannose non solo per il Sud Italia ma per l’intero sistema-Paese.
