Di Luca Franceschi
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Il ministro Salvini dovrebbe occuparsi dei Trasporti, ma invece continua a fare il countdown rispetto al giorno in cui, in base alle sue aspirazioni, tornerà al Viminale. Nel frattempo il trasporto ferroviario continua imperterrito il suo progressivo sfacelo.
Anche nella giornata di ieri un problema tecnico ha causato ritardi plurimi sull’Alta Velocità tra Milano e Napoli: 60 minuti nei casi più fortunati, 200-220 in quelli con meno buona sorte. Ormai prendere un treno in Italia è diventata una lotteria, e la silente Meloni è corresponsabile di questo rovinoso status quo.
Con le risorse straordinarie del PNRR il Governo aveva un’occasione unica per ammodernare la rete ferroviaria, coordinare i cantieri e ridurre i disagi per pendolari e viaggiatori. È accaduto l’opposto: la gestione del Ministero ha prodotto una pianificazione del tutto insufficiente, e oggi i cittadini pagano il prezzo di aver avuto per quasi quattro anni un ministro dei Trasporti part-time.
Come Movimento 5 Stelle avevamo denunciato già nel 2022 il rischio di una programmazione inadeguata dei cantieri. Oggi, con le scadenze del PNRR sempre più vicine, quelle criticità sono sotto gli occhi di tutti.
Invece di assumersi la responsabilità politica di quanto sta accadendo, il ministro sceglie di scaricare le colpe sui vertici di FS, senza che qualcuno nella maggioranza gli chieda lumi dei disastri di questi anni.
Per questo motivo viene avanzata la richiesta che Salvini venga immediatamente in Aula a riferire sullo stato della rete ferroviaria, sulle cause dei ritardi e sulle misure che intende adottare per ridurre i disagi. Gli italiani hanno diritto a un sistema ferroviario efficiente e a un ministro che risponda delle proprie scelte.
