Di Luca Franceschi
///
La Giornata Mondiale dell’Ambiente non rappresenta una semplice ricorrenza da celebrare, ma costituisce un richiamo a una responsabilità collettiva che non può essere ignorata. L’ambiente non deve essere considerato una voce di bilancio da ridimensionare o un freno allo sviluppo economico, bensì la condizione imprescindibile che garantisce ogni possibile crescita futura.
Nel momento in cui la crisi climatica subisce un’accelerazione preoccupante, permangono posizioni che interpretano le energie rinnovabili come un problema anziché come una soluzione. Si registrano rallentamenti nell’implementazione delle Comunità Energetiche e continuano investimenti orientati verso modelli energetici del passato piuttosto che verso prospettive innovative. Tuttavia, la vera competitività del Paese si costruisce attraverso percorsi ben definiti: energia pulita, economia circolare, tutela del territorio, innovazione e raggiungimento dell’indipendenza energetica.
Sul fronte nucleare, la destra dopo decenni di dibattito non ha ancora fornito indicazioni concrete sulla localizzazione del deposito nazionale delle scorie radioattive, dimostrando una mancanza di programmazione concreta.
La Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026 pone al centro l’azione per il clima, diffondendo un messaggio significativo: “Inspired by Nature. For Climate. For Our Future”. La natura sta inviando segnali estremamente chiari e inequivocabili. Il vero interrogativo riguarda la disponibilità della politica ad ascoltare questi messaggi con la dovuta attenzione.
Proteggere l’ambiente non si limita a un’azione simbolica di salvaguardia della vegetazione a distanza. Significa concretamente tutelare la salute dei cittadini, preservare l’occupazione, contenere i costi delle bollette per le famiglie e garantire un futuro sostenibile alle generazioni che verranno.
