Di Luca Franceschi
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PIAZZA DELLA LOGGIA: CASASCO (FI), “DEMOCRAZIA HA VINTO SU PAURA, MEMORIA VA TRASMESSA AI GIOVANI”
“Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, Livia Bottardi in Milani, 32 anni, Alberto Trebeschi, 37 anni, Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, Euplo Natali, 69 anni, pensionato ed ex partigiano, Luigi Pinto, 25 anni, Bartolomeo Talenti, 56 anni, Vittorio Zambarda, 60 anni. Sono i caduti, 52 anni esatti fa, della strage di Piazza della Loggia. Un attentato di matrice neofascista che ha ucciso insegnanti, operai, pensionati, ferito cento persone che passavano di lì per caso: una bomba che voleva portare disordine in un’Italia che faticosamente i nostri padri cercavano di rimettere in carreggiata, per consegnarcela libera e pacificata così come la conosciamo oggi”.
Lo ha detto Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia, commemorando in Aula la strage di Piazza della Loggia.
“Rivedendo quelle immagini, quella costernazione – prosegue Casasco – mi ha fatto specie che anche qui, come capita spesso fuori, va riecheggiando una sorta di rimpianto per un’Italia che fu. Una specie di nostalgia per quando le cose sembravano più semplici. Un sentimento che non è solo nostrano: attraversa oggi l’intera Europa, dove movimenti che si nutrono di paura e risentimento tornano a guadagnare terreno. I nomi di queste otto vittime ci ricordano dove porta quella strada, e perché non possiamo smettere di presidiarla. I nomi dellevittime della strage di Brescia, la mia città – continua – ricordano a tutti, e innanzitutto a me stesso, che mezzo secolo dopo la democrazia ha vinto per sempre sulla paura. Un insegnante o un operaio che la mattina si diriga verso il suo posto di lavoro non rischia più di saltare per aria per mano di un terrorista. Ma quella vittoria va rinnovata ogni giorno, e soprattutto va trasmessa. Avevo 20 anni nel 1974 e quell’evento mi ha subito insegnato quanto fosse importante la convivenza civile e quanto fosse fragile eppure importantissima la nostra democrazia. Un tema oggi più che mai attuale. La catena della memoria si assottiglia. Ecco perché abbiamo accolto con favore la proposta di ricordare e vogliamo dare il nostro contributo: abbiamo il dovere di conservare il ricordo dei caduti, di stringerci alle loro famiglie, e soprattutto di consegnare questa storia alle generazioni più giovani, perché sappiano da dove veniamo, e capiscano cosa vale la pena difendere con le parole, coi fatti e con le leggi”, conclude Casasco.
