Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha affrontato durante il suo intervento a Tagadà su La7 il tema della progressività del sistema fiscale italiano, denunciandone l’iniquità strutturale. Secondo il parlamentare, il nostro ordinamento tributario presenta un’evidente carenza di equità, in quanto prevede aliquote identiche per fasce di reddito profondamente diverse: chi percepisce 50 mila euro annui si trova assoggettato alla medesima aliquota del 43% di chi guadagna 50 milioni di euro.
Bonelli ha sottolineato come questa problematica di progressività del sistema fiscale rappresenti una questione seria e irrisolta. A supporto della sua tesi ha proposto un confronto internazionale particolarmente significativo: in Corea del Sud, gli eredi di Lee Kun-hee della Samsung hanno ricevuto un patrimonio ereditario di circa 17 miliardi di dollari versando al governo quasi 8 miliardi di euro in tasse di successione. In Italia, invece, i soci della famiglia Del Vecchio di Luxottica hanno accumulato un patrimonio complessivo attorno ai 50 miliardi di euro ma hanno corrisposto circa 200 milioni di euro in tasse di successione.
Il deputato ha ribadito l’importanza strategica di riorientare la pressione fiscale, riducendola dal costo del lavoro. Tale intervento permetterebbe alle imprese di operare con maggiori margini di guadagno e ai lavoratori di assistere a incrementi salariali concreti.
Bonelli ha chiarito di non ipotizzare l’introduzione di una patrimoniale permanente, bensì di procedere all’adeguamento del sistema delle aliquote, rendendole più eque e diminuendo il carico tributario sulla classe media mentre lo si aumenta sui redditi più elevati.
Ha inoltre proposto l’istituzione di un contributo di solidarietà sotto forma di tassa di scopo destinato ai super ricchi. Secondo i dati forniti dal parlamentare, in Italia sono presenti 79 individui ultra-ricchi che detengono un patrimonio complessivo di 357 miliardi di euro. Un prelievo su questa fascia permetterebbe di raccogliere risorse da destinare, nel corso di tre o quattro anni, all’eliminazione delle liste d’attesa nella sanità pubblica. Bonelli ha evidenziato come sei milioni di italiani non abbiano accesso alle cure a causa delle lunghe liste d’attesa o dell’impossibilità economica di ricorrere alla sanità privata, e come questa misura potrebbe risolvere tale criticità.
