Di Luca Franceschi
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La senatrice Elena Sironi del Movimento 5 Stelle ha denunciato con forza la mancanza di una strategia energetica coerente da parte del Governo, criticando duramente gli interventi frammentari degli ultimi mesi in materia di carburanti e accise.
Secondo la parlamentare pentastellata, si è assistito a una serie di misure confuse e contraddittorie: prima il taglio temporaneo delle accise, poi il loro ripristino mascherato, fino ad arrivare all’aumento selettivo sul diesel giustificato con la necessità di eliminare i cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi.
Sironi ha sottolineato come queste misure siano state pensate esclusivamente per fare cassa nel breve periodo, senza alcuna visione strategica per guidare un cambiamento strutturale del sistema energetico del Paese.
La senatrice ha evidenziato che, se davvero l’intenzione fosse stata quella di intervenire sui sussidi dannosi per l’ambiente, si sarebbe potuto ridurre la pressione fiscale sulla benzina, accompagnando gradualmente il sistema verso alternative sostenibili, invece di colpire indistintamente famiglie e imprese.
Con questo approccio, secondo l’esponente M5S, si manda un segnale completamente opposto a quello di cui l’Italia ha bisogno: si scoraggiano gli investimenti nelle energie rinnovabili, si rallenta il processo di elettrificazione e si lascia il Paese esposto alle stesse vulnerabilità di sempre, a partire dalla dipendenza energetica dall’estero e dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili.
Sironi ha poi alzato il livello del dibattito, affermando che la transizione energetica oggi non rappresenta più un tema ambientale accessorio, ma costituisce la prima infrastruttura di sicurezza nazionale.
Senza autonomia energetica, ha ribadito la parlamentare, non può esistere difesa, non può esistere sovranità industriale e nemmeno stabilità economica per il Paese.
Pensare di affrontare le crisi geopolitiche continuando a dipendere dai combustibili fossili rappresenta un errore strategico prima ancora che politico, ha aggiunto Sironi.
Nonostante l’evidenza di questi elementi, il Governo continua a ignorare la questione: nel dibattito pubblico e nelle scelte concrete, la transizione energetica è completamente sparita dall’agenda politica.
Si preferisce intervenire con misure spot sui carburanti, utili solo a tamponare nell’immediato e a fare propaganda elettorale, mentre si rinvia ancora una volta la costruzione di un modello energetico moderno, indipendente e sostenibile.
Con questo approccio non si protegge il Paese, ha concluso la senatrice del Movimento 5 Stelle, ma lo si rende sempre più fragile e vulnerabile.
