Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia è intervenuta in aula per esprimere la sua ferma contrarietà al provvedimento sul consenso informato in ambito scolastico, definendolo un precedente pericoloso e un passo indietro per il Paese.
Secondo Floridia, nessuno vuole mettere in discussione il diritto delle famiglie a educare i propri figli, ma questo provvedimento rischia di fraintendere completamente il ruolo della scuola. L’istituzione scolastica ha infatti il compito di offrire conoscenza, sviluppare il pensiero critico e formare cittadini liberi e consapevoli.
La senatrice ha sottolineato come questo provvedimento leda principi costituzionali fondamentali, a cominciare dall’articolo 3 sull’uguaglianza, dall’articolo 34 sul diritto allo studio e dall’articolo 33 sulla libertà di insegnamento. Non solo: la misura entra in contrasto anche con gli impegni internazionali assunti dall’Italia.
Floridia ha posto una domanda cruciale: i ragazzi sono solo sotto la custodia delle famiglie o sono anche soggetti titolari di diritti? Se si attribuisce ai genitori il potere di decidere cosa possa essere insegnato, dove ci si fermerà? Si metteranno in discussione autori come Aristofane, Saffo, D’Annunzio o opere fondamentali della nostra cultura?
La senatrice ha ribadito che la scuola non è soltanto trasmissione di nozioni, ma è il luogo in cui si impara a confrontarsi con la complessità del mondo.
In conclusione, Floridia ha definito questo provvedimento come il manifesto della paura della libertà e della diversità di questo governo e di questa maggioranza.
