Di Luca Franceschi
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Il deputato sardo del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni ha espresso dura critica nei confronti del Governo in merito alla decisione di impugnare la legge regionale della Sardegna sul salario minimo.
La Regione Sardegna, guidata dalla presidente Alessandra Todde, ha introdotto una norma che stabilisce un principio di buon senso: le aziende che si aggiudicano appalti pubblici devono corrispondere ai propri dipendenti una retribuzione minima di almeno 9 euro all’ora.
La decisione dell’esecutivo di impugnare questa legge regionale in Consiglio dei ministri è arrivata proprio mentre alla Camera si discute il provvedimento sul cosiddetto “salario giusto”, definito da Perantoni una “truffa semantica in piena regola”.
Secondo il parlamentare pentastellato, questa scelta del Governo rappresenta un fatto incomprensibile e inaccettabile, che rivela quale sia il vero obiettivo dell’esecutivo: fare la guerra a chiunque si impegna per garantire maggiori diritti e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori.
Perantoni ha concluso auspicando che il Governo Meloni termini quanto prima il proprio mandato, così da porre fine a questi atteggiamenti definiti vergognosi.
