Di Luca Franceschi
///
Il quadro sui salari degli italiani disegnato dall’Ufficio parlamentare di bilancio è semplicemente drammatico e potrebbe essere sintetizzato con una semplice frase: i redditi calano, le disuguaglianze crescono. È quanto denuncia il deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro, Riccardo Tucci.
I numeri dell’Upb sono molto chiari e descrivono un disastro tutto italiano. Da un lato, nell’area OCSE i salari salgono in media del 35% dal 1990 a oggi, con risultati particolarmente positivi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che crescono del 50% circa, ma comunque ottimi nei grandi Paesi europei come Francia e Germania, ben oltre il +30%.
In questo contesto, l’Italia fa invece registrare un catastrofico -1,6%. Un numero che peraltro è stato calcolato a partire dalle retribuzioni lorde per dipendente a tempo pieno equivalente, mentre tenendo conto della natura più eterogenea dei contratti lavorativi nel nostro Paese diventa addirittura un -6,6%.
Per non parlare delle inaccettabili disuguaglianze su base reddituale, visto che i salari del 10% più povero dei lavoratori italiani scendono addirittura del 40,8%, mentre al contrario il 10% più ricco vede salari in crescita del 3,3%. Differenze dettate soprattutto da due fattori: l’esplosione del part time e l’aumento di peso dei servizi.
I lavoratori italiani stanno perdendo la partita del reddito e in un momento così drammatico subiscono il cinismo del governo Meloni, che rifiuta di dare loro più diritti attraverso il salario minimo e li prende in giro con l’approvazione del salario giusto. Un esecutivo che sembra provare gusto nel vessare i lavoratori.
Quando il Movimento 5 Stelle tornerà al governo, sarà suo compito invertire questa tendenza, rimettere i lavoratori e i loro salari al centro delle politiche del Paese, ridare loro capacità d’acquisto e fiducia nel futuro.
