Di Luca Franceschi
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Il governo resta inerte di fronte alla grave crisi occupazionale che sta investendo il settore dei call center. A denunciarlo è la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico, che punta il dito contro l’assenza di misure adeguate per tutelare un comparto che sta attraversando una profonda trasformazione.
Il settore dei call center, che conta circa 35 mila lavoratori, è alle prese con un cambiamento epocale determinato dall’introduzione dei sistemi di automazione e intelligenza artificiale. Questi nuovi strumenti tecnologici stanno progressivamente sostituendo processi che fino a poco tempo fa venivano gestiti interamente dai lavoratori, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.
Si tratta di un settore importante che non può essere messo da parte a causa della mancanza di una strategia adeguata. Il governo sta dimostrando ancora una volta di non essere all’altezza della situazione, incapace di mettere in campo misure efficaci per affrontare questa emergenza occupazionale.
A confermarlo sono anche le parole del ministro Urso che oggi, invece di fornire risposte concrete, ha aumentato i dubbi e lasciato irrisolti i problemi. Di fronte a uomini e donne che, attraverso le associazioni sindacali, hanno proclamato mobilitazioni e scioperi per difendere il proprio posto di lavoro, il ministro sembra fare finta di niente.
Per chiedere risposte concrete, la deputata Orrico ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministero delle Imprese e del Made In Italy e al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha ribadito che non intende mollare di un centimetro e che continuerà a stare al fianco dei lavoratori del settore.
