(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Nelle ultime settimane nel mondo dei professionisti è cresciuto il malumore per una disposizione della legge di Bilancio 2026 che, tanto per cambiare, sforna un nuovo torto inaccettabile: la rottamazione quinquies, a differenza della precedente, esclude esplicitamente i contributi previdenziali dovuti alle casse professionali private.
La Cassa forense, con una nota apposita, ha chiarito agli avvocati i dettagli di questa esclusione.
Alla scelta sbagliata del governo Meloni di varare una ennesima rottamazione, indice della sua incapacità di semplificazione e della polverizzazione della promessa di tagliare le tasse, si aggiunge la beffa per tanti professionisti.
E’ una scelta grave, che crea una disparità di trattamento tra contribuenti.
La rottamazione quinquies consente la definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Tuttavia, il comma 82 limita espressamente la misura ai contributi previdenziali dovuti all’INPS, escludendo quelli delle Casse private.
Si tratta di un cambiamento netto rispetto alla rottamazione quater, che faceva riferimento in modo più ampio a ‘imposte e contributi previdenziali’.
Oggi siamo di fronte ad una decisione che, pur motivata formalmente dal rispetto dell’autonomia degli enti privatizzati, produce un effetto sostanzialmente discriminatorio.
La categoria forense che conosco bene, già duramente colpita dalla crisi economica, dalla pandemia e dall’aumento dei costi di gestione, merita strumenti di sostegno concreti e non esclusioni immotivate.
Non si può parlare di ‘pace fiscale’ a geometria variabile.
Lo Stato non può creare contribuenti di serie A e contribuenti di serie B”.
Lo afferma la senatrice M5S Ada Lopreiato, capogruppo in commissione Giustizia.
