Di Luca Franceschi
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Il Ministro Matteo Salvini vive evidentemente in un metaverso tutto suo, un mondo parallelo in cui i treni viaggiano in perfetto orario e i pendolari lo ringraziano sorridenti. Peccato che la realtà, implacabile e certificata dai dati pubblicati in questi giorni dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, smonti pezzo per pezzo la narrazione truffaldina del Ministro dei Trasporti.
Durante il Question time alla Camera, Salvini ha avuto il coraggio di vantarsi di una puntualità del 77,7% per l’Alta Velocità nel 2026, una balla colossale. Per spacciare queste percentuali fantasiose e autoassolversi, Salvini si avvale di un trucchetto contabile tanto banale quanto meschino: utilizza un indicatore di RFI che esclude chirurgicamente dal calcolo i ritardi dovuti a guasti dei convogli, scioperi o maltempo.
Comodo, vero? Se nascondi la polvere sotto il tappeto e ignori i guasti ai treni, va tutto a gonfie vele. La verità, quella che i cittadini subiscono ogni singolo giorno sulla loro pelle, è un’altra: un treno ad Alta Velocità su tre arriva in ritardo.
La puntualità reale è al 63%, e mentre Salvini passa il suo tempo a parlare di Roggero, a fare degustazioni alle sagre, e a vendere opere inesistenti, i passeggeri italiani accumulano un monte ritardi di proporzioni bibliche, stimato in oltre 7 anni e mezzo complessivi persi in appena 6 mesi del 2026.
Parliamo di tempo sottratto alla vita delle persone, a chi si reca al lavoro, a chi si sposta per studio o a chi deve viaggiare per curarsi. Abbiamo al vertice del dicastero delle Infrastrutture un Ministro che, invece di programmare interventi seri e garantire servizi alternativi per arginare l’impatto dei cantieri sulla vita delle persone, preferisce truccare le carte.
Il trasporto ferroviario italiano non si governa nascondendo i minuti di ritardo dietro percentuali farlocche. Salvini si faccia un giro in una qualsiasi stazione italiana in un giorno feriale, vada ad ‘assaggiare’ la vita reale e, per una volta, chieda scusa agli italiani per la sua totale incapacità e tolga il disturbo.
Così si è espresso il deputato M5S Agostino Santillo, vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera.
