Di Luca Franceschi
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Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai hanno sollevato oggi una serie di questioni critiche riguardanti la gestione dell’azienda pubblica radiotelevisiva.
Al centro della discussione odierna del Consiglio di Amministrazione figura il piano immobiliare Rai, che prevede la vendita di alcuni immobili storici dell’azienda. Solo grazie all’allarme lanciato da artisti del calibro di Renzo Arbore e Fiorello, e all’interessamento del Movimento 5 Stelle, qualcosa sembra muoversi almeno sul fronte del Teatro delle Vittorie e della sede Rai di Venezia.
Nel frattempo, i parlamentari pentastellati denunciano come i soldi degli italiani continuino a essere destinati a operazioni che producono risultati disastrosi dal punto di vista degli ascolti. Ieri il programma condotto da Tommaso Cerno ha registrato un calo di 2 punti di share e la perdita di 250.000 spettatori su Rai 2. Ancora peggiore la performance di Antonino Monteleone, che ha visto un crollo di 3 punti di share e la perdita di quasi 600.000 spettatori.
A questi risultati negativi si aggiungono costi enormi per l’azienda. Tra le spese contestate figura il contratto della Maggioni: mezzo milione di euro all’anno per cinque anni, più i costi per lo sventramento di un intero piano presso la sede di via Goiran.
I rappresentanti M5S respingono l’uso della parola “qualità” come giustificazione per queste operazioni, sottolineando che qualità e Cerno non possono coesistere nella stessa frase. La qualità in Rai, precisano, si misura con il Qualitel, dove Report risulta primo da 15 anni. Inoltre, il contratto di servizio parla chiaro: il giornalismo d’inchiesta va tutelato.
A questo proposito, i parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono spiegazioni su cosa sia accaduto alle quattro puntate tagliate a Report. Verranno restituite oppure si tratta dell’ennesima ritorsione contro la trasmissione di Sigfrido Ranucci? L’azienda deve dare risposte, concludono gli esponenti pentastellati.
