Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, è intervenuto duramente sulle dichiarazioni del ministro Foti riguardo a un’ennesima rimodulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Secondo Turco, le parole del ministro dimostrano ancora una volta il fallimento politico e strategico della gestione del Piano da 209 miliardi di euro da parte del Governo Meloni. Un piano strategico di tale portata è stato continuamente modificato a ogni scadenza, sulla base delle convenienze del momento o delle difficoltà generate dall’incapacità dell’Esecutivo.
Il PNRR doveva rappresentare una straordinaria occasione di trasformazione economica, industriale, energetica e sociale dell’Italia. Invece è stato progressivamente svuotato della sua visione strategica e ridotto a uno strumento di gestione emergenziale, propagandistica e di favoritismi politico-territoriali.
È proprio questa continua incertezza ad aver indebolito la capacità del Piano di produrre crescita strutturale, attivare investimenti privati e generare quel moltiplicatore economico necessario alla modernizzazione del Paese.
In questi anni il PNRR ha tenuto comunque a galla l’Italia evitando la recessione, ma se non sta producendo gli effetti attesi sull’economia reale, con quattro anni consecutivi di crescita zero a cui l’Esecutivo Meloni ha inchiodato il Paese, è perché il Governo ha trasformato uno strumento di programmazione strategica in un contenitore continuamente modificabile.
Il Governo continua a parlare di modifiche tecniche, ma il problema è politico. È mancata una visione di sviluppo del Paese. Quando un Piano da oltre 200 miliardi viene continuamente corretto, rinviato o riscritto, significa che non esiste una strategia chiara su dove portare l’Italia nei prossimi anni.
Secondo il senatore pentastellato, questo rappresenta il più grande fallimento della storia del Governo più longevo della Repubblica.
