A Sappada/Ploden, in Friuli Venezia Giulia, si è svolto di recente un convegno internazionale dedicato alle lingue e ai dialetti di minoranza nel contesto contemporaneo. L’evento, promosso dalla Società Filologica Friulana in partnership con l’Accademia della Crusca, il Dipartimento di Lingue dell’Università di Udine e il Centro internazionale sul plurilinguismo, ha rappresentato un’occasione significativa di confronto scientifico. Tra i partecipanti figuravano anche la direttrice dell’Istituto Culturale Mòcheno Claudia Marchesoni e la presidente del suo Comitato scientifico Manuela Pruner. L’incontro si è rivelato strategico per analizzare il ruolo che le lingue minoritarie ricoprono nella contemporaneità, oscillando tra il rischio di progressiva marginalizzazione e l’emergere di nuove forme di visibilità nel contesto della globalizzazione e della trasformazione digitale.
Nel corso dei lavori, ricercatori e studiosi provenienti da diverse regioni italiane hanno approfondito le tematiche relative alla geografia linguistica e alla dialettologia moderna. L’attenzione si è concentrata particolarmente sulla variazione linguistica presente nelle realtà locali del paese, con uno sguardo innovativo rivolto all’impatto dei media digitali. Ampio spazio è stato dedicato all’analisi di come le nuove tecnologie influenzano le lingue a minor diffusione, con focus specifico sulla loro crescente presenza sui social network e nelle pratiche comunicative online.
Il dibattito ha inoltre approfondito questioni di stretta attualità riguardanti le politiche linguistiche e i meccanismi di tutela istituzionale dei patrimoni linguistici minoritari. Nel corso dei lavori sono emerse proposte innovative per la didattica delle lingue minoritarie, con l’illustrazione di percorsi educativi plurilingui e nuovi sistemi di certificazione linguistica. Gli interventi hanno inoltre presentato studi empirici sulla dinamica del contatto fra codici linguistici diversi, sulla capacità di resilienza delle comunità parlanti e sugli interventi necessari per rigenerare questo patrimonio culturale inestimabile.
Una sessione pomeridiana è stata dedicata specificamente alle prospettive di ricerca riguardanti le minoranze germanofone. In questa occasione, Patrizia Cordin dell’Università di Trento ha presentato i risultati della ricerca CLaM 2021, un’estesa inchiesta sociolinguistica finanziata dalla Provincia autonoma di Trento. Lo studio si propone di tracciare un quadro complessivo della situazione delle lingue minoritarie cimbra, mòchena e ladina nel territorio del Trentino-Alto Adige e del Veneto, al fine di definire strategie mirate di intervento in materia di politica linguistica.

