Di Luca Franceschi
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I rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Antimafia e Giustizia hanno espresso solidarietà a Jamil El Sadi, collaboratore di Antimafia2000 e tra i fondatori di Our Voice, un’associazione di giovani impegnati a Palermo contro ogni forma di mafia. Secondo quanto riferisce Il Fatto Quotidiano, il giovane attivista sarebbe stato querelato per diffamazione dalla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo.
I parlamentari pentastellati definiscono quanto accaduto come un nuovo inquietante attacco mosso dal potere nei confronti di quella antimafia sociale, giovanile e autentica che tiene viva la fiamma della memoria vera e della ricerca delle verità nascoste sulle Stragi del 1992-93.
Secondo i rappresentanti del M5S, Jamil El Sadi non è solo un singolo ragazzo che dovrà affrontare un procedimento penale, ma è stato preso come obiettivo a nome di tutto il mondo a cui appartiene.
Il giovane attivista rappresenta tutti i giovani che ogni anno il 23 maggio sfilano per le strade di Palermo per manifestare il loro autentico desiderio di verità, giustizia e legalità per tutti. Sono gli stessi che, mentre in corteo si avvicinavano all’albero Falcone il 23 maggio di tre anni fa, furono caricati dalla polizia solo perché desideravano esprimere il loro dissenso verso un’antimafia istituzionale che avrebbe perso credibilità e che non sembrerebbe in alcun modo volersi battere per individuare complici e mandanti esterni alla mafia che hanno avuto un ruolo nelle stragi.
I componenti M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia sottolineano come la libera critica, anche molto dura, all’operato politico e istituzionale non possa e non debba essere oggetto di azioni legali che assomigliano a intimidazioni e ritorsioni.
