(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Prendiamo atto come SMI che tutto l’interesse della Direzione generale Asuit e dell’Assessore Tonina per mettere in sicurezza i medici, e non solo, che vengono aggrediti, si risolve, a loro dire, con braccialetti e videocamere all’interno dei Pronto soccorsi, togliendo contemporaneamente i soldi dalle buste paghe dei medici di medicina generale. Ricordiamo allora al Direttore Generale attuale, che risale all’accordo tra l’ex Assessore Segnana, APSS e OOSS della medicina generale la previsione che in tutte le sedi di guardia medica sul territorio trentino ci fosse un sistema di allarme sotto il tavolo dell’ambulatorio e videocamere all’esterno della sala d’attesa.
Perché mentre in Ospedale e ai PS ci sono vigilantes che continuano ad essere picchiati ed equipe agguerrite di operatori a difesa dei professionisti, sui territori valligiani e suburbani ci sono solo singoli medici non difesi da nulla e da nessuno.
Ebbene, quei sistemi di sicurezza sono ancora sulla carta e i nostri medici continuano ad essere aggrediti fisicamente, psicologicamente, verbalmente nei propri ambulatori sia di medici di famiglia che di guardia, compreso il nostro personale di segreteria e di infermeria. Con l’unica risposta di Tonina che tutto ciò deve finire e se ne dispiace. Ma come? Mettendo braccialetti ai professionisti dei Pronto soccorsi?
Avevamo ottenuto due anni fa, come SMI, di inserire i nostri medici all’interno degli Ospedali per tutelarli meglio, con il progetto sui codici bianchi e verdi. Ad oggi lettera morta per decisione unilaterale dell’Assessorato dopo che era stato sottoscritto, per 225.000 euro, un accordo aziendale della medicina generale con un progetto ad hoc. Soldi a bilancio e spariti dai radar. Si parla oggi di Case di Comunità dove inserire i codici colore?
SMI non permetterà altre soluzioni estemporanee come quella di decidere con i singoli medici di medicina generale cosa fare nelle Case di Comunità.Vengano nei Comitati istituzionalmente preposti a parlarne, invece che venirci solo a dire che, a fronte dell’attività fatta, e degli errori amministrativi di Asuit, i medici di medicina generale dovranno ridare indietro anche gli stipendi già pagati con relative tasse all’erario pubblico.
Rimandiamo quindi a Ferro la casistica in diminuzione dei Pronto soccorsi, segnalando un aumento esponenziale di casi di aggressioni nei nostri ambulatori di medicina generale e sulle nostre buste paga. Motivo per cui anche gli ultimi concorsi di medicina generale sono andati pressoché deserti. A buoni intenditori poche parola.
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dottor. Nicola Paoli
SMI Trentino
