Di Luca Franceschi
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La maggioranza di governo ha archiviato mesi di proclami sul cosiddetto salario giusto, mostrando il proprio vero volto e cercando di fare un passo indietro di decenni sul concetto di trattamento economico complessivo. È quanto denuncia il deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro, Riccardo Tucci.
Attraverso gli emendamenti dei relatori al Decreto Lavoro, il concetto di TEC viene completamente ribaltato. Nella nuova definizione proposta, il trattamento economico complessivo diventa l’insieme di tutte le voci retributive fisse e continuative, includendo anche le prestazioni di welfare contrattuale.
Secondo questa impostazione, il valore di una polizza sanitaria integrativa o dei contributi versati ai fondi pensione complementari verrà conteggiato ai fini della verifica del trattamento economico complessivo. Il pericolo di questa scelta è evidente: due lavoratori con salari molto differenti potrebbero risultare formalmente titolari dello stesso TEC.
Si tratta di un concetto che entra in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione e rappresenta un duro colpo per i lavoratori. Affitto, mutuo, bollette e spesa si pagano con i salari effettivi, non certo grazie al welfare aziendale, che costituisce sicuramente uno strumento integrativo dello stipendio ma non può in alcun modo sostituirlo.
Il meccanismo che si viene a creare risulta particolarmente pericoloso. Si finisce infatti per incentivare l’abbassamento dei salari e per legittimare contratti con minimi salariali particolarmente bassi, fino ad arrivare ai contratti pirata.
C’è poi un’altra conseguenza da considerare: il rischio di un aumento dei contenziosi legali. Una misura pessima e pericolosa, che il Movimento 5 Stelle intende contrastare apertamente.
