Di Luca Franceschi
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La vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Carmela Auriemma, è intervenuta duramente in Aula criticando la relazione della ministra Calderone sul tema della sicurezza sul lavoro, definendola pura retorica.
Secondo Auriemma, la realtà è rappresentata dai volti di Stefano Tonin e Stefano Vicentini, due lavoratori morti mentre svolgevano il proprio lavoro, uno dei quali ha perso la vita in cantiere nonostante il divieto regionale imposto per il caldo estremo. È a loro che bisogna guardare, ha sottolineato la parlamentare, e non ai dati autocelebrativi del Governo.
L’Italia continua a essere un Paese in cui il lavoro risulta troppo spesso precario, sottopagato, irregolare e insicuro. Anche quando le statistiche registrano lievi miglioramenti, restano esclusi i lavoratori invisibili, come i migranti senza documenti e i lavoratori in nero, le cui morti spesso non vengono neppure denunciate.
Dopo quattro anni, secondo Auriemma, è evidente da che parte si colloca questo Governo: non dalla parte dei lavoratori. Le accuse mosse riguardano la riduzione dei controlli, con la possibilità per le imprese di evitare ispezioni per oltre un anno e perfino di esserne avvisate in anticipo, mentre si lavora per limitare la responsabilità dei datori di lavoro.
Gli ispettori promessi non bastano e le risorse vengono destinate agli sgravi per le imprese invece che ai controlli e ai risarcimenti delle famiglie delle vittime, ferme a parametri vecchi di 26 anni. Anche sulle misure contro il caldo il Governo avrebbe dimezzato le risorse, lasciando rider e lavoratori esposti a condizioni estreme.
Non basta istituire una giornata della memoria, ha concluso la vicecapogruppo pentastellata, se poi si continua a ignorare chi ogni giorno rischia la vita per lavorare. La richiesta del Movimento 5 Stelle è chiara: più sicurezza e meno minuti di silenzio per i lavoratori che non tornano a casa.
