Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Ada Lopreiato, capogruppo in commissione Giustizia, ha definito indecente lo spettacolo che la maggioranza di governo sta offrendo sulla questione delle intercettazioni. Sono trascorsi quasi tre mesi da quando il procuratore Melillo ha lanciato un allarme pubblico, rivolgendosi anche al governo, sui gravi danni prodotti dalla normativa approvata nel 2023.
Quella legge ha impedito ai magistrati di utilizzare le intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali erano state originariamente disposte, fatta eccezione solo per un numero limitato di reati. L’intervento di Melillo ha confermato quanto già denunciato nei mesi precedenti da numerosi procuratori distrettuali.
La norma contestata ha indebolito pesantemente la lotta contro le nuove forme di criminalità organizzata del terzo millennio. Le mafie di oggi non si presentano più con la coppola e la lupara, ma operano in giacca e cravatta, conducendo affari attraverso infiltrazioni nella pubblica amministrazione e appropriandosi di fondi pubblici, spesso con la complicità di politici e amministratori pubblici.
Quella normativa è stata voluta per un attacco ideologico contro la legge Spazzacorrotti dell’ex ministro Bonafede, ma il risultato è stato quello di avvantaggiare molti delinquenti. Ora una parte della maggioranza ha presentato un emendamento correttivo che risulta comunque del tutto insufficiente, poiché continua ad escludere, ad esempio, i reati contro la pubblica amministrazione.
A rendere la situazione ancora più grave, all’interno della maggioranza sono in corso aspri conflitti, con avvertimenti reciproci diffusi attraverso i mezzi di stampa. Chi governa ha il dovere di fare tutto il possibile per dotare il Paese della normativa più efficace contro il malaffare.
È vergognoso e inaccettabile che al governo ci sia chi, invece di rafforzare gli strumenti di contrasto alla criminalità, finisce per smussare le armi a disposizione della magistratura.
