Di Luca Franceschi
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La Sicilia continua a essere devastata dagli incendi, con centinaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e migliaia di ettari di macchia mediterranea andati distrutti. I danni sono gravissimi per le aziende agricole, gli allevamenti e l’intero patrimonio ambientale dell’isola. Di fronte a uno scenario di questa portata, l’attivazione dello Stato di emergenza nazionale non è più rinviabile.
La deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina è intervenuta in aula per chiedere un’informativa urgente del Governo sulla drammatica emergenza in corso. La parlamentare ha rivolto un appello esplicito all’esecutivo affinché attivi immediatamente lo stato di emergenza nazionale, una decisione ritenuta necessaria per garantire strumenti straordinari di intervento, accelerare le procedure operative e assicurare ristori rapidi alle famiglie, alle imprese agricole, agli allevatori e a tutte le attività economiche duramente colpite dagli incendi.
Occorre affrontare anche le conseguenze sanitarie di questa emergenza. In molte aree della Sicilia l’aria è diventata irrespirabile a causa del fumo e delle polveri prodotte dagli incendi, con effetti che rischiano di colpire soprattutto bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie e cardiovascolari. Anche questo aspetto deve entrare a pieno titolo nella gestione dell’emergenza.
Sarebbe però un grave errore fermarsi alla sola fase emergenziale. Gli incendi che ogni estate devastano la Sicilia non rappresentano più eventi eccezionali, ma sono ormai una tragica costante. Lo stesso scenario si ripete puntualmente anche in Calabria, Sardegna e in altre regioni del Mezzogiorno, dove le alte temperature, la siccità e i venti caldi rendono il territorio estremamente vulnerabile. Continuare a intervenire soltanto quando le fiamme sono già divampate significa inseguire il problema senza mai risolverlo.
Per questo servono scelte coraggiose: dalle misure preventive al rafforzamento degli organici e delle dotazioni di Vigili del fuoco, Protezione civile, Corpo forestale e di tutte le strutture impegnate nella lotta agli incendi. A tutti loro va il ringraziamento di un intero Paese per il coraggio e il sacrificio con cui stanno affrontando un’emergenza senza precedenti.
Il Governo non può più limitarsi a rincorrere l’emergenza. Se continuerà a rinviare decisioni strutturali ignorando una situazione che ogni anno si ripresenta con impressionante puntualità e crescente intensità, si assumerà una grave responsabilità politica. La tutela del territorio, della salute pubblica, dell’agricoltura e del patrimonio naturale nazionale richiede risposte immediate, investimenti e una strategia di lungo periodo. Il tempo dell’attesa è finito.
