Di Luca Franceschi
///
La premier Giorgia Meloni è diventata vittima di un fenomeno ormai diffuso e gravissimo: quello del deepfake, che quando riguarda una donna assume rigorosamente connotazioni a sfondo sessuale. Se questo accade alla prima ministra, è facile immaginare cosa possa verificarsi nei confronti delle ragazzine, e quali strumenti possano avere a disposizione per difendersi da questa pratica che rappresenta un autentico revenge porn.
Da tempo il Movimento 5 Stelle si batte per introdurre una vera educazione digitale nelle scuole, affiancata dall’educazione sessuo-affettiva che insegni il rispetto. L’obbligo di identità digitale è considerato un tema non più rinviabile.
Il web non può continuare a restare la giungla senza regole che è attualmente, perché dove non esistono regole sono sempre i più vulnerabili a rimetterci per primi: minori e donne.
Nonostante posizioni e idee politiche saldamente agli antipodi rispetto a quelle portate avanti da Meloni, viene offerta solidarietà alla premier da donna, perché questa è una battaglia su cui ci si dovrebbe unire.
Nessuna donna dovrebbe essere vittima di questa pratica aberrante, e soprattutto nessuna donna dovrebbe essere lasciata senza strumenti per potersi tutelare e rivalere.
Queste le dichiarazioni della senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino, coordinatrice del Comitato Politiche di Genere e Diritti Civili.
