Di Luca Franceschi
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La Costituzione italiana può essere modificata, ma è fondamentale che ogni cambiamento rappresenti un reale miglioramento per i cittadini e per l’intero Paese. Le modifiche costituzionali devono costituire un passo avanti in termini di valori e diritti, adeguandosi alle nuove sfide poste dalla società contemporanea.
Il provvedimento approvato rappresenta un esempio virtuoso di modifica costituzionale, elevando finalmente a rango costituzionale la tutela delle vittime di reato. Si tratta di un riconoscimento doveroso e atteso da tempo.
Il percorso legislativo è partito da quattro diverse proposte di legge, tra cui quella presentata dal senatore del Movimento 5 Stelle Bruno Marton. Le forze politiche sono riuscite a trovare una convergenza unanime su questo tema, unite da un obiettivo comune: ristabilire un equilibrio costituzionale tra tutti gli attori del processo penale.
La soluzione approvata garantisce un equilibrio tra la maggiore tutela delle vittime dei reati e il fondamentale diritto di difesa degli imputati. Si tratta di un bilanciamento delicato ma necessario per un sistema giudiziario equo.
Fino ad oggi, la Costituzione italiana si era concentrata principalmente su chi commette un reato, lasciando invece ai margini del processo la vittima di quel reato. Questa lacuna viene ora colmata con la riforma approvata.
Le vittime di reato chiedono in primo luogo una cosa: giustizia. Ma non può esserci vera giustizia senza l’accertamento della verità.
Per questo motivo, la convinzione che ha guidato questa riforma è che, affinché la verità processuale si avvicini sempre di più a quella sostanziale, sia necessario ascoltare tutte le parti coinvolte nel procedimento giudiziario.
Così si è espressa in aula alla Camera la vice presidente del gruppo del Movimento 5 Stelle, Carmela Auriemma, illustrando il significato e la portata di questa importante modifica costituzionale.
